💡 IL PUNTO DI VISTA DI CLAUDIO DELAINI
Marcatura CE: oltre la burocrazia, la sostanza della sicurezza
Nella mia esperienza professionale, ho notato che molti confondono la marcatura CE con un “bollino di qualità universale”. In realtà è uno strumento normativo specifico dell’UE che copre solo determinate categorie di rischio.
Tre principi che ricordo sempre ai miei clienti:
- CE non significa “sicuro ovunque” – Fuori dall’Europa, il marchio CE viene percepito come simbolo di affidabilità, ma non ha valore legale. È importante saperlo quando si esporta.
- Non avere il CE non significa poter ignorare la sicurezza – Questo è cruciale: anche prodotti senza obbligo di marcatura devono rispettare il Regolamento sulla sicurezza generale. La responsabilità del produttore resta sempre.
- I “casi limite” sono più comuni di quanto si pensi – Prendiamo i pezzi di ricambio: generalmente non richiedono CE, ma se ricadono in una Direttiva di Prodotto specifica, l’obbligo scatta. È qui che l’interpretazione normativa fa la differenza.
Il mio consiglio? Non affidarti solo a liste generiche. Ogni prodotto va valutato nel suo contesto specifico, consultando le direttive europee pertinenti. L’approccio “per esclusione” può essere rischioso.
Non tutti i prodotti sono obbligati ad avere una marcatura CE
Il CE è apposto solo su determinate categorie di prodotti, che rientrano nel campo di applicazione di alcune direttive e regolamenti dell’Unione Europea. Gli altri non possono avere il CE.
In ogni caso tutti i prodotti che andranno venduti e usati all’interno dell’Unione Europea (compresi quelli senza CE) devono essere sicuri.
Ricordiamo anche che la marcatura CE vale solo all’interno dell’Unione Europea. Fuori dall’Unione Europea la marcatura CE non ha valore – o meglio, non ha valore legale ma viene riconosciuta come marchio di affidabilità.
Le regole del CE non sono nazionali, quindi non sono italiane, ma sono europee. Questo serve ad evitare barriere d’ingresso e favorire la circolazione dei prodotti. Quindi quello che posso vendere in Italia lo posso vendere in tutta Europa; quello che non posso vendere in Grecia non lo posso vendere nemmeno in Italia, per fare un esempio.
C’è stato un processo di riconoscimento tra i 27 Stati, che ha portato alla nascita di standard unici e regole del gioco comuni. Così è nato il mercato unico europeo.
Leggi anche: Accessori di sollevamento & Marcatura CE: Questo ciò che devi sapere.
Quali prodotti devono avere il marchio CE?

Di seguito alcune delle categorie di prodotti più utilizzate tra quelle che devono seguire le regole CE (Harmonized Standards):
- Sostanze chimiche
- Esplosivi per uso civile
- Articoli pirotecnici
- Materiali da costruzione (travi, cancelli, lastre, sanitari, cerniere etc)
- Cosmetici
- Dispositivi di Protezione Individuale (indumenti da lavoro, caschi, guanti, mascherine etc)
- Giocattoli
- Attrezzature elettriche e non
- Apparecchiature elettriche (elettrodomestici, componenti, apparecchi illuminazione etc)
- Prodotti elettromagnetici e radio
- Batterie
- Caldaie
- Prodotti medicali di vario tipo
- Strumenti di misurazione
- Macchinari (macchine utensili, movimento terra, macchinari industriali etc)
- Prodotti da utilizzare nell’ambito delle atmosfere esplosive (ATEX)
- Apparecchi a gas
- Prodotti a pressione
- Ascensori
- Strutture di protezione (da caduta e ribaltamento)
- Prodotti per il packaging
Per approfondire, qui trovi la lista completa delle direttive.
Prodotti non soggetti a marcatura CE
Di base gli articoli soggetti a marcatura CE sono solo quelli che rientrano nel campo di applicazione degli Harmonized Standard della Comunità Europea.
Un esempio concreto. I pezzi di ricambio dei macchinari tendenzialmente NON presentano l’obbligo di marcatura CE, a meno che naturalmente non ricadano nei casi previsti da una delle Direttive di Prodotto.
In ogni caso, se sei un produttore, il mio invito resta quello di verificare la necessità di marcatura CE andando a consultare le apposite direttive sul sito dell’Unione Europea.