MACCHINARI E IMPIANTI: 2 COSE DA SAPERE (infortunio mortale)

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MACCHINARI E IMPIANTI: 2 COSE DA SAPERE  (infortunio mortale)

 

Due cose sono da sapere, e tenere ben presenti, quando si mette in servizio un impianto.

Perché due cose?

Proviamo ad esaminare cosa capita, …capita! E in modo inaspettato.

Perché l’assuefazione al pericolo gioca brutti scherzi, specialmente ai più anziani ed esperti.

 

La prima è che bisogna che sia impedito l’accesso alle zone pericolose. L’obiezione è che spesso ciò non è completamente possibile. A volte l’accesso deve essere possibile, per eseguire operazioni che richiedono il movimento delle parti dell’impianto.

 

Allora bisogna rispettare certe condizioni, da trovare di volta in volta, per non permettere un rischio “residuo” troppo alto.

 

La seconda è che sempre i comandi di avvio o rimessa in moto devono essere posti in modo da poter vedere bene che nessuno sia nella zona.

 

E sempre non risparmiare sui pulsanti di emergenza.

 


Cosa capita?

È successo che il titolare di un’azienda di 12 addetti, molto uniti tra di loro, una bella squadra… DVR a posto, carte a posto, … ha accettato di utilizzare e far utilizzare un impianto con qualche problema.

Roba da poco. Ma si sa: le rogne capitano sempre agli altri, perché noi siamo più bravi. In trent’anni non è mai successo niente!

 

Cosa è successo invece?

Stavano lavorando in due, il titolare ed il suo caposquadra. E sul più bello dentro l’impianto è successo un guasto, del prodotto si stava guastando in modo irrecuperabile.

Esperti della cosa, hanno rallentato tutti i movimenti e si sono portati in una situazione sicura. Abbastanza. Sono entrati dentro i cancelli (barriere mobili interbloccate) e hanno sistemato rapidamente. Poi sono usciti. Anzi il titolare è uscito subito, e con la coda dell’occhio ha visto uscire il caposquadra dall’altro cancello. Quindi ha rimesso la velocità normale di produzione.

Ma il caposquadra aveva visto un prodotto caduto a terra: non si poteva lasciarlo lì. E si era fermato per sistemare.

Invece è rimasto sotto con le gambe, ed è morto in ospedale.

Bisognava che il titolare, nell’azionare il riavvio, potesse avere una totale sicura visione dell’insieme.  E nemmeno c’era un pulsante di emergenza vicino alla zona pericolosa.


 

Intervenire noi DEDO RISORSE, pur se preparati ed esperti, a proteggere per quanto possibile il costruttore dell’impianto è arrampicarsi sugli specchi.

Diciamo sempre che abbiamo buone ventose per farlo, ma… l’esito non è garantito.

Bisognava sapere bene le due cose. E applicarle.

Tutti e due: il costruttore e l’utilizzatore!!

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