Lettera/notifica per infortunio. Cosa fare? | Certificazionece

Lettera/notifica infortunio. Cosa fare?

Lettera di notifica. Verbale.

Una storia comune, per la quale le aziende spesso non sanno a che santo votarsi.

Quando il titolare si trova improvvisamente immerso in un’avventura, con problemi di avvocati, perizie, udienze, soldi e soldi da spendere.

Leggi anche: Processo penale per infortunio sul lavoro: quali sono le strategie difensive per il datore di lavoro?

Ecco come comincia tutto

Infortunio. Lettera/notifica: cosa fare? | Certificazionece

Inizia tutto con una lettera, chiamata notifica, che parte dal servizio operativo (o unità operativa) del Dipartimento Prevenzione dell’Azienda per i servizi sanitari (ASL , AUSL, USL, ULSS o come si chiama nella regione di appartenenza). Le sigle sono varie.

Ma è ciò che accade sia per il verificarsi di un infortunio sul lavoro, oppure a seguito di segnalazione o normale sopralluogo, o semplicemente quando un operatore del servizio ha ravvisato un pericolo per l’incolumità dei lavoratori.

In tutti i casi questo operatore, tramite il responsabile del servizio, emette una prescrizione, nei confronti del datore di lavoro dove si trova l’apparecchiatura in questione e trasmette una relazione di accertamento al ministero.

Anche se non siamo certi che avvenga sempre così.

Cosa avviene durante il controllo

I comportamenti degli operatori, specie quando operano in veste di Ufficiali di polizia Giudiziaria (UPG), possono variare notevolmente uno dall’altro.

Certo che esistono direttive, recepite nella legislazione nazionale, e procedure stabilite dai vari organismi nazionali, ma la variabilità del percorso è inevitabile, anche perché i fatti che accadono sono sempre differenti uno dall’altro.

Comunque quando il funzionario, nella veste di operatore del servizio o di UPG, si avvicina alla attrezzatura oggetto della questione, bisogna essere pronti e preparati. In caso contrario è meglio avere dalla propria parte un consulente preparato.

Quello che questo operatore scriverà, le foto che farà, saranno fondamentali per le conseguenze in termini di giudizio finale, di risultato.

A volte non si può fare niente di più che guardare: il personaggio pensa di essere preparato, acuto, veloce e preveggente. Allora sappiamo che la nostra strada è in salita. Altre volte si può parlare, confrontarsi, trovare un punto di ragionamento in comune.

Comunque lui manda una lettera che si chiama “notifica” al datore di lavoro, perché metta in atto nel più breve tempo possibile tutte le azioni necessarie a preservare i lavoratori da rischi che lui ha valutato non residuali.

Si tratta di una prescrizione da tutti i punti di vista, che può riguardare direttamente il fabbricante dell’attrezzatura, oppure riguarda l’utilizzatore che deve chiamare in causa il fabbricante.

La prescrizione in generale non elenca esattamente le misure di sicurezza da attuare: dà delle linee guida e attende che siano gli attori chiamati in causa a compromettersi con scelte precise.

Inoltre quanto questo operatore ha rilevato viene segnalato obbligatoriamente al ministero competente: quello dello sviluppo economico per il fabbricante, quello del lavoro per l’utilizzatore.

Ciascuno dei due poi segue una strada specifica, parallela alle conseguenze eventuali del procedimento penale.

Leggi anche: Segnalazione macchinario al MiSE – Direttiva Macchine 2006-42, Infortunio sul lavoro

Conclusioni

Il ministero vorrà sapere quali misure si vogliono adottare per riportare a regolarità l’attrezzatura, e quante macchine simili sono in commercio, per poter controllare, alla fine, che tutte siano messe in regola.

A noi capita di intervenire a varie fasi e livelli di questo complesso meccanismo:

  • a volte assistiamo l’azienda fabbricante a mettere a norma la macchina-attrezzatura;
  • a volte assistiamo il datore di lavoro utilizzatore a “ribaltare” le responsabilità sul fabbricante;
  • a volte assistiamo il Giudice nella complessa vicenda come CTU.

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