4 morti dentro una vasca a Pavia

Ecco che ci arriva di nuovo la notizia della tragica morte di 4 persone dentro una vasca in provincia di Pavia.

Non abbiamo speranza di cambiare le cose con questo testo, ma siamo testardi e continuiamo a dare il nostro pensiero per migliorare le cose.

Cosa sappiamo.

Come al solito due dei 4 morti erano i titolari, quindi la proprietà non era consapevole del pericolo. Non gli dava la giusta importanza. 

Era mezzogiorno e nessuno si è accorto di nulla. Siamo abituati a questa storia. Capita sempre che nel momento dell’infortunio mortale non è presente nessuno. Sembra una caratteristica che rileviamo ogni volta. Nel momento della tragedia nessuno si accorge di nulla. 

Dopo un pò qualcuno si accorge, ma è troppo tardi. Nessuno può fare nulla.

A dare l’allarme sono state le mogli delle vittime: non vedendoli tornare per pranzo si sono preoccupate.

Il primo è caduto dentro e per salvarlo sono morti gli altri 3. Nessuno ha il coraggio di non fare nulla davanti alla morte di un compagno. Si litiga, ma in fondo si è parte di una famiglia e non ci si tira indietro in quei momenti.

E’ umano e aumenta la tragedia. Delle pene e dei risarcimenti non mi interesso in questo testo, io vorrei proprio che non succedessero queste tragedie.

Alcuni articoli dicono che il primo è entrato volontariamente durante lo spurgo, ma nessuno lo saprà mai con certezza. 

Copio da agi.it 

“è entrato nel recipiente di compostaggio dei fertilizzanti, profondo due metri, di sua volontà, durante l’operazione periodica di spurgo che viene effettuata con una cisterna trainata da un trattore.”

“Qualcosa è andato storto ed è stato travolto dalle esalazioni tossiche dei liquami. Gli altri si sono gettati cercando di salvarlo, finendo anche loro intossicati dall’anidride carbonica sprigionata dai liquami.”

Cosa possiamo domandarci con queste informazioni.

Nessuno era consapevole del pericolo, compresa la proprietà che ha pagato con la morte questo errore di valutazione.

Nessuno era imbragato per poterlo tirarlo fuori al momento del bisogno. Non era presente nessun respiratore sul posto, i racconti parlano di esalazioni tossiche.  Nessuno ha potuto dare l’allarme. Non erano minimamente organizzati, nessun addestramento. 

E’ potuto entrare nella vasca durante lo spurgo. Non dovrebbe essere possibile.

Dalle foto mi sembra di vedere un parapetto, quindi immagino che sia sceso da qualche parte. 

Inaccettabile che una attrezzatura di lavoro, come la vasca di cui si parla, non sia sicura. Inaccettabile che lo sbaglio compiuto dal lavoratore sia punito con la morte.

Chi ha costruito e messo a disposizione una vasca fuori norma? Chi gestiva la valutazione dei rischi.. cosa ha fatto?

Le norme ci sono, le linee guida da seguire ci sono: parapetti alti, passaggi di controllo sicuri, passerelle e punti di controllo sicuri

basta applicare la normativa esistente e queste cose non possono accadere.

I rischi li sappiamo: scivolamento e caduta, rischio chimico dovuto alle esalazioni, e così via. Tutto già scritto.

Eppure in privato alcuni mi scrivono:

“pompaggi ridondanti, ventilazioni, grate e passerelle, setti vasche, queste aree a mio avviso vanno rese oltremodo sicure. Dubito fortemente, ad esempio, che la vasca dove si è consumata la tragedia dei poveri 4 ragazzi non soffra di mancanze dovute alla vetustà della struttura complessiva dell’allevamento. Magari per le norme attuali va pure bene, ma per la sicurezza di simili lavori, temo di no.”

copio ancora da agi.it – “I fratelli erano molto esperti, non capisco come sia potuto accadere”,

Eppure non hanno fatto nulla per evitare che capitasse, prima. 

Luoghi confinanti, attrezzature mancanti, vasca fatta cosi aveva un rischio inaccettabile e palese.

Eppure di letteratura ne esiste parecchia.

Cosa bisognerebbe guadare?

Copio da “Linee Guida Unificate Edilizia e Zootecnia “

7.1 • Fattori di rischio

Durante le fasidi stoccaggio e trattamento si possono rilevare i seguenti rischi:

¥ rischio di caduta di persone a diverso livello entro vasche di stoccaggio, pozzettoni di carico, prevasche. serba toi e simili, contenenti reflui In fase di stoccaggio, di trasferimento o di prelievo. dagli impianti di separazione, da postazioni di controllo:

¥ rischio di annegamento o soffocamento per caduta all’interno di vasche contenenti liquami;

¥ rischio di traumatismi per contatti accidentali con elementi pericolosi delle macchine e degli impianti (organi in movimento vari , coclee, nastri trasportatori, ruspette e simili):

¥ rischio elettrico per contatto con parti metalliche che possono entrare In tensione, in ambiente umido;

¥ rischio chimico per inalazione di gas tossici, o irritanti, o nocivi, provenienti dai processi di maturazione dei reflui, sia in condizioni normali, sia durante le fasi di ossigenazione, mescolamento, trasferimento, o prelievo:

¥ rischio biologico dovuto al contatti con sostanze putrescibili, con liquidi biologici potenzialmente in grado di veicolare agenti patogeni ;

¥ rischio da esplosione valvola di bocchetta distribuzione.

7.2 – Soluzioni preventive

A ulteriore integrazione delle caratteristiche costruttive già descritte nelle Linee Guida per la prevenzione degli infortuni in zootecnia, si forniscono qui una serie di indicazioni di dettaglio.

¥ Le condutture interrate per il trasferimento dei liquami devono essere realizzate in acciaio inox o in materiale elastomerico classe PN10.

¥ Nelle vasche fuori terra devono essere  installate  una  scala  fissa  e  una  postazione  di controllo, costituita da una piattaforma protetta posta ad un’altezza compresa tra 1 m e 1,5 m rispetto al bordo vasca.

¥ In sede di progettazione vanno previste postazioni fisse con protezione antlcaduta, in cui vengono poslz.ionate le apparecchiature di mescolamento o di aerea.izone.

¥ Le postazioni sopraelevate presenti sugli impianti ed i relativi percorsi devono essere dotati di impianto di illuminazioneartificiale.

Durante le operazioni di mescolamento dei liquami le quanti tà di gas che si sviluppano possono essere veramente elevate; 

occorre garantire sempre una buona ventilazione generale e deve essere evitata la presenza di operatori all’interno degli ambienti in cui possono svilupparsi e stazionare i gas. 

I limiti di concentrazione ammessi sono riportati in Allegato n. 2.

Un altro rischio di cui tener conto è rappresentato dall’infiammabilità ed esplosività dei gas di fermentazione.

Ecco il link alle linee guida 

http://www.ats-bg.it/upload/asl_bergamo/gestionedocumentale/LGedificirurali_784_29168.pdf

 

queste cose c’erano? che amarezza

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