Se sei un costruttore di macchinari, sicuramente ne sai qualcosa di polizze e assicurazioni. C’è una differenza, però, tra assicurarsi e assicurarsi bene. Mi è capitato molte volte di avere a che fare con produttori che scoprono le lacune nelle loro polizze solo dopo che c’è stato un incidente – non esattamente la situazione ideale, no?
Ecco perché oggi, con questo articolo, proviamo a capire quali sono gli errori più comuni quando si stipula un’assicurazione sui macchinari industriali, e a cosa prestare attenzione per evitare errori.
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Le tipologie di assicurazioni per i costruttori di macchinari
I costruttori di macchine solitamente sottoscrivono diverse tipologie di coperture assicurative sui macchinari prodotti:
→ Responsabilità Civile Prodotti (RCP)
È la polizza che copre i danni a terzi causati dai prodotti dopo la loro consegna. Protegge in caso di:
- Danni fisici a persone;
- Danni materiali a cose;
- Spese legali per la difesa in caso di contenzioso.
È possibile, però, che questa copertura non scatti se il danno è causato da un prodotto non conforme alla normativa CE. Questo “fatterello” ha delle importanti implicazioni, come vedremo tra poco.
→ Responsabilità Civile verso Terzi (RCT)
Questa assicurazione copre i danni causati a terzi durante l’attività aziendale, ma non dopo la consegna del prodotto. È particolarmente importante durante:
- Le fasi di installazione dei macchinari;
- Le operazioni di manutenzione;
- Le dimostrazioni presso clienti.
→ Polizza errori & omissioni
Particolarmente importante per chi fornisce anche servizi di progettazione, questa polizza copre:
- Errori di progettazione;
- Consulenza inadeguata;
- Mancato rispetto delle specifiche tecniche.
Il problema dell’assemblaggio componenti e del “legittimo affidamento”

Come sappiamo bene, è molto raro che un costruttore di macchine realizzi un intero macchinario con parti esclusivamente di sua produzione. Quasi sempre il produttore acquista alcuni componenti da fornitori esterni, oppure addirittura compra la maggior parte dei “pezzi” e si limita a gestire l’assemblaggio finale.
In altri casi, la macchina viene consegnata semi-finita all’utilizzatore finale, che gestisce direttamente l’integrazione di alcune parti (es. l’impianto elettrico), emette la marcatura CE e, di fronte alla legge, assume le veci del fabbricante.
Ma quando si acquistano delle parti o dei componenti nel mercato CE, ci si affida alla presunzione che tale componente sia conforme alle normative europee vigenti. Si tratta del principio giuridico del “legittimo affidamento”, che consente ai costruttori di macchine di confidare nella conformità dei prodotti marcati CE acquistati, senza dover verificare personalmente ogni aspetto tecnico.
Qui però si pone la solita, vecchia questione: la marcatura CE è un’autocertificazione.
Il legittimo affidamento funziona dunque sulla carta, ma nella pratica si rischia che:
- I fornitori dei componenti forniscano la documentazione incompleta o scorretta;
- Il componente presenti difetti non immediatamente rilevabili;
- La marcatura CE, anche se presente, non sia correttamente applicata;
- Il componente non sia adatto all’applicazione specifica per cui viene utilizzato.
Tutte queste situazioni fanno sì che la marcatura CE del componente risulti invalida. E cosa succede poi se il macchinario causa un danno o un infortunio?
Succede che l’utilizzatore sicuramente chiama un esperto come me per cercare di scaricare la colpa su qualcuno.
Indovina chi si prende la responsabilità se un componente del macchinario risulta non conforme? Esatto, proprio il costruttore del macchinario. Il costruttore potrà, poi, rivalersi sul fornitore del componente, ma nel frattempo deve affrontare tutte le sgradevoli conseguenze immediate (processo compreso).
Le lacune nella copertura assicurativa sui macchinari
La copertura assicurativa sui macchinari dovrebbe intervenire proprio in casi come questo, quando la macchina ha causato un danno a cose o a persone, c’è bisogno di andare a processo e pagare eventuali risarcimenti.
Peccato che, in alcuni casi, l’assicurazione si può rifiutare di coprire i danni. Questo può capitare, ad esempio, quando:
- Il prodotto commercializzato (o un suo componente) non è conforme alla normativa CE;
- La documentazione tecnica del macchinario o dei componenti risulta incompleta o errata;
- I componenti acquistati sono stati installati in modo improprio;
- sul progetto compare un componente diverso da quello installato;
- sul catalogo sono promesse delle prestazioni che si riferiscono ad un prodotto simile ma diverso da quello realmente venduto e installato;
- Sono state apportate modifiche non documentate ai componenti originali (ad esempio, durante una manutenzione).
Per dirlo in un altro modo, se i componenti che hai inserito nel macchinario non sono pienamente conformi alle norme che regolano la certificazione CE, o se li hai utilizzati/modificati in modo improprio, l’assicurazione potrebbe rifiutarsi di fornirti la copertura, costringendoti a sborsare direttamente di tasca tua.
Questa è una cosa che i broker ti dicono raramente, perché di solito non sanno niente di certificazione CE e normativa sui prodotti. Però è un rischio molto importante che devi prendere in considerazione per capire come proteggerti in caso di necessità.
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Come proteggersi adeguatamente (e non rischiare di far saltare le coperture)
Per evitare queste spiacevoli sorprese, ci sono varie strategie che potresti adottare:
1. Verifica attentamente la conformità di tutti i componenti acquistati nel mercato CE;
2. Non limitarti a confidare ciecamente nella marcatura CE dei componenti, ma controlla la documentazione tecnica;
3. Documenta accuratamente ogni fase dell’assemblaggio e ogni modifica apportata;
4. Consulta degli esperti in normative di sicurezza per verificare la conformità complessiva della macchina;
5. Discuti esplicitamente con il tuo broker assicurativo i limiti della copertura;
6. Prendi in considerazione polizze integrative che coprano specificatamente i rischi legati alla conformità dei prodotti.
L’assicurazione rimane uno strumento fondamentale per la protezione dell’azienda, ma solo se strutturata correttamente e con piena consapevolezza dei suoi limiti. Ecco perché bisogna assicurarsi bene, e non assicurarsi e basta!