Hai 3 offerte per scegliere il serbatoio d’acqua per la tua azienda. Quale scegli?

[Hai 3 offerte per scegliere il serbatoio d’acqua per la tua azienda. Quale scegli?]

Ti raccontiamo la grande avventura di ieri…

Siamo stati in un’azienda, molto grossa, una S.p.A.
Un’azienda seria quindi, strutturata, rifornita di grandi impianti, un ufficio acquisti, responsabili della manutenzione, un ufficio tecnico…

insomma, si trattava di un’azienda apparentemente ben organizzata, una di quelle dove per fare un qualsiasi acquisto si dovrebbe puntare all’efficienza, alla qualità, e alla sicurezza,

(ricordati di questa parola: s i c u r e z z a…),

senza badare a spese.

Parlando con l’ufficio acquisti ci viene raccontato che l’azienda aveva appena acquistato i serbatoi per far scorrere l’acqua calda all’interno degli impianti della fabbrica.
Cerchiamo quindi di ottenere maggiori informazioni e chiediamo con quali criteri si è deciso di comprare i serbatoi e i tecnici dell’ufficio acquisti ci raccontato per filo e per segno la modalità con cui hanno condotto e preso la scelta definitiva…

Le offerte tra le quali l’ufficio acquisti avrebbe potuto valutare erano 3 e te le riportiamo qui di seguito lasciandoti immaginare quale di queste 3 avrà poi scelto la nostra grossa e importante azienda…

  1. Prima offerta: “Si tratta di serbatoi belli (cosa significa “belli”?!) e il costo finale è di 6 mila euro”. Punto. Nessuna descrizione, nulla di nulla.
  2. Seconda offerta: “Serbatoi certificati PED – giusto e onesto, trattandosi di recipienti a pressione – con l’ente notificato, e con valvola di sicurezza. Il prezzo è di 4500 euro”.
  3. Terza offerta: “Serbatoi a 1000 euro”. A MILLE EURO. m i l l e.

Come ti suona? …

Avrai già scoperto l’arcano e capito quale di queste 3 offerte ha deciso di prendere in considerazione l’ufficio acquisti.

Ovviamente la terza, la più economica, senza alcuna certificazione, nessuna sicurezza o copertura in caso di incidente per gli operai e l’azienda.

Se un domani il PM o l’ASL dovessero decidere di controllare?
Sarebbe la fine. Ma letteralmente la fine.

Perché in questo momento l’azienda lavora con attrezzi al limite dell’illegalità.
Un’azienda clandestina insomma.

Noi ci chiediamo, perché mai una grossa S.p.A, organizzata, ben strutturata, con tutte le possibilità per essere in regola, debba cadere così in basso? …

Anziché puntare e focalizzarsi sulla qualità degli impianti, dei macchinari e sulla sicurezza dei propri lavoratori, debba compiere scelte così ridicole e approssimative?
Niente, nulla da fare.

Come sempre si preferisce aspettare che accada il danno per fare le cose fatte veramente bene, quando con il giusto si potrebbe fin da subito creare una realtà solida, sicura e con macchinari certificati e in regola.

Vi lasciamo con questa riflessione.

guarda il video:  

 

Alla prossima, Ing. Claudio Delaini e Ing. Renato Delaini.

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