Big Data e Industria 4.0

Oggi parliamo insieme a Piercarlo Bonomi, costruttore di impianti robotizzati, di Big Data e Industria 4.0.

Inizio con il chiarire che l’industria 4.0 non coincide con gli incentivi. Gli incentivi sono sicuramente positivi, fanno muovere i soldi ma non sono il nocciolo della questione. L’industria 4.0 è il futuro e si basa su una diversa concezione della fabbrica.

Non è possibile continuare a produrre ragionando con la mentalità dei tuoi antenati.

Non si può più produrre pensando al presente e al domani, occorre produrre pensando al dopodomani.

L’industria 4.0 si basa sulla logica che, mentre si produce, si è anche in grado di controllare e capire come si sta producendo per individuare, ad esempio, i difetti di produzione.

L’industria 4.0 si basa sul concetto di miglioramento continuo. Attraverso lo studio della storia della propria produzione puoi capire dove sono collocati i punti deboli e gli aspetti che possono essere migliorati, al fine di non commettere più gli errori più frequenti.

Il big data analysis è il futuro. Occorre sempre di più creare macchinari in grado di connettersi con la fabbrica, raccogliere e trasmettere dati. Lo step successivo è quello di trovare il modo di analizzare i dati per poterne trarre utili informazioni a compire scelte che migliorino il benessere aziendale.

Questa è l’industria 4.0!

L’industria 4.0 non coincide in alcun modo con gli incentivi statali con scadenza al 31 dicembre! Consiste piuttosto in un cambio di mentalità e di approccio. L’industria 4.0 si basa sul concetto che, attraverso l’analisi di dati più precisi sulla produzione e sul modo di lavorare, è possibile trovare di fatto dei miglioramenti.

Questo compito è svolto solo in parte oggi dagli operai che, lavorando sul macchinario, raccolgono o a mano o tramite pc dei dati sulla produzione in essere. Il problema è che così facendo, molti dettagli vengono a perdersi.

L’operaio tende a trascurare una serie di fattori che in realtà poi si rivelano quasi sempre importanti. Collegando la macchina al sistema produttivo non hai dati solamente in merito a quanti pezzi sono stati prodotti, ma hai dati relativi a come li hai prodotti, perché la macchina si è fermata e quante volte si è fermata.

Questo dal punto di vista dell’utilizzatore della macchina.

L’industria 4.0 avrà anche degli aspetti positivi per i produttori di macchine. Attraverso questa capacità di raccolta dati sarà infatti possibile andare a capire con estrema precisione come gli utilizzatori utilizzano effettivamente le macchine prodotte.

In questo modo sarà possibile creare macchine che hanno una minor probabilità di danneggiarsi ed effettuare un’attività di manutenzione preventiva all’occorrenza.

Capire come un macchinario lavora e perché si rompe è la chiave per raggiungere tutti questi nuovi obiettivi.

Non è raro vendere gli stessi macchinari a clienti che hanno lo stesso tipo di produzione che però, allo stesso tempo, producono dei risultati molto diversi.

Il know-how dell’utilizzatore sul come utilizzare e sfruttare le capacità del macchinario fa la differenza, ma avere dei dati che segnalano come la macchina viene utilizzata permetterebbe ad ogni costruttore di segnalare eventuali errori o deficit di know-how a tutti gli utilizzatori.

In questo modo, sarebbe anche quindi possibile attivare un servizio di consulenza da parte dei costruttori.

L’industria 4.0 si basa quindi sul concetto di mutuo miglioramento, da parte dei costruttori e degli utilizzatori, basato sullo studio dei dati forniti da macchine intelligenti che interagiscono con la fabbrica presso la quale sono installati.

Approfitta di questa opportunità, in modo da essere sempre competitivo ed evitare di essere surclassato dalla concorrenza.

Ing. Claudio Delaini e Ing. Renato Delaini.

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