Certificazione CE per più macchine!

È una cosa molto complicata fare il CE dell’insieme. Il costruttore si trova a dover integrare la macchina da lui ideata con altre macchine non realizzate da lui. Come se non bastasse, il cliente spesso pretende il costruttore si assuma tutta la responsabilità “gratis”.

Noi non facciamo mai gratis quest’operazione, però molti miei colleghi costruttori sono incoscienti, non sanno cosa rischiano e lo fanno gratis. Il problema poi non è tanto questo, quanto il fatto che chi dovrebbe svolgere l’operazione (il costruttore) non fa, in realtà, niente di quello che dovrebbe fare.

Fare il CE di un’isola significa fare tutta una serie di valutazioni. Le valutazioni, ad esempio, d’interazione delle macchine e via dicendo.

Quelli che non effettuano tutte queste valutazioni si limitano a dire che c’è una grande gabbia e che è tutto interbloccato. Tuttavia, non funziona proprio così. È molto più complicato! Ci sono da considerare le zone d’interazione, cosa può fare l’operatore, qual è il modo di lavorare normale e in caso di riattrezzaggio.

L’ultimo elemento è fondamentale a garantire la salute e l’integrità fisica del manutentore, troppo spesso trascurata.

Bisogna poi considerare quali possono essere gli usi previsti e non previsti della macchina e dopo aver terminato tutte queste valutazioni vanno tutte messe nero su bianco. Il segreto di tutti quei costruttori che fanno le cose gratis è che tanto il fascicolo tecnico, contenente tutte le valutazioni fatte, lo tengono loro, non lo devono mica consegnare al cliente!

Questo finché qualcuno non si fa male. Quando qualcuno si fa male, in genere, tutti vengono chiamati in causa. Chiamando tutti in causa cosa accade? Accade che si va trovare il costruttore e gli si chiede:

“Fammi vedere la carta!”,

cioè il fascicolo tecnico. Se tu hai la carta, archiviano. Se tu non hai nulla, beh lì sono casini seri…!

Alla prossima, Ing. Claudio Delaini e Ing. Piercarlo Bonomi.

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