Per evitare l’infortunio: progettare con barriere e interblocchi antielusione una linea di sezionamento di pannelli in PVC
Il costruttore di linee per la lavorazione di materie plastiche è il nostro cliente più frequente.
Le macchine o attrezzature di lavoro si possono suddividere, secondo noi, in tre tipologie:
- le macchine standard, ormai sperimentate e consolidate come progettazione;
- le macchine speciali, per le quali esiste la norma specifica, come la EN 14886 ad esempio;
- le macchine particolari, per le quali non esistono norme specifiche, e che sono comunque pericolose se mal utilizzate.
Per la prima tipologia i dispositivi di sicurezza sono “stranoti” e sperimentati: un mucchio di professionisti sa cosa si deve fare.
Per la seconda tipologia si sa cosa fare perché è meglio applicare la norma, che esiste. Anche questa è una cosa che tanti professionisti della sicurezza sanno fare, come noi. Basta studiare la norma.
Ma se la macchina è particolare, o se contiene particolari problemi e soluzioni innovative, è bene avere la nostra esperienza come ingegneri legali, perché abbiamo l’esperienza del “dopo”, se succede un casino.
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Ecco un esempio
Al termine di un ciclo di sezionatura automatica di fogli in PVC, l’operatore è entrato nella zona di azione del caricatore automatico a ventose. Ma il caricatore non aveva finito il suo ciclo di posizionamento, prima dell’arresto. E succede l’incredibile, un evento che come sempre lascia perplessi.
Ma come mai ha fatto così l’operatore?
Il lavoratore viene afferrato e trasportato al di sopra del piano di lavoro, causandogli un infortunio molto grave. La linea era completamente protetta da una cabina con funzioni sia fonoassorbenti, sia antiintrusione. Per accedere all’interno bisognava aprire una porta assolutamente interbloccata, che fermava l’intero impianto. Al momento dell’infortunio il micro è risultato staccato e disattivato.

Questo oggi non è più accettabile, perché gli interblocchi devono essere progettati in modo sicuro. Bisogna sapere che da oltre un anno è stata pubblicata la “14119”. Questa norma prescrive misure contro la manomissione e l’elusione dei dispositivi di protezione dei ripari mobili interbloccati; suddivide i dispositivi in quattro tipologie e introduce una classificazione per i livelli di codifica per gli attuatori.
Per ogni tipologia di dispositivo e livello di codifica, la norma EN ISO 14119 presenta le misure da adottare in fase di installazione per impedire in modo adeguato la “manomissione o elusione del dispositivo”.
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Conclusioni
È normale aver studiato e conoscere le norme. Noi invece siamo esperti in infortuni su macchinari. Come nessun altro abbiamo una notevole, sperimentata, storica professionalità in questo tipo di “rogne”.
Siamo SPECIALIZZATI come INGEGNERI LEGALI. Noi proteggiamo, in pratica, il costruttore quando per non perdere la vendita, accetta troppi rischi:
- per risparmiare, i clienti chiedono di evitare costi dovuti a certi dispositivi di sicurezza, chiedendo di non metterli ma bisogna certificare lo stesso;
- per risparmiare i clienti vogliono occuparsi loro dell’installazione, di solito almeno dell’equipaggiamento elettrico, e bisogna certificare;
- per risparmiare i clienti vogliono inserire una loro vecchia macchina nella nuova linea. E bisogna certificare.
Tutto ciò, unito ai continui cambiamenti normativi, genera una notevole difficoltà con le carte. Ed il fascicolo tecnico è scarso, inevitabilmente incompleto e viene raramente adeguato.
Allora interveniamo noi.