Oggi sentiamo una voce diversa, un avvocato che ci racconta il caso di un incidente, dalla sua posizione.
“Qualche anno fa, ho seguito una causa civile promossa dall’INAIL (istituto nazionale infortuni sul lavoro) che aveva risarcito un operaio di una fabbrica. Il risarcimento era dovuto alla perdita delle dita di una mano di tale operaio, il quale le perse, infilandole al di sotto di una tranciatrice”.
Non c’erano sistemi di sicurezza come una barriera fotoelettrica o qualcos’altro?
Sì, c’era una barriera fotoelettrica che impediva l’azionamento del macchinario nel momento in cui un operaio, infilando le mani al di sotto, intercettava il laser della barriera fotoelettrica.
Tuttavia il macchinario, poco tempo prima dell’infortunio, era stato riparato da una ditta locale che aveva sostituito la fotocellula che impediva l’azionamento della tranciatrice.
Dalla causa è emerso che la fotocellula montata sul macchinario, non era esattamente della tipologia adeguata per esser installata su quel tipo di tranciatrice. La fotocellula installata apparteneva a una generazione precedente di tranciatrici.
Sostanzialmente, quando l’operaio ha infilato le mani al di sotto della tranciatrice, la fotocellula, essendo non idonea, (era caratterizzata da un fascio di luce inferiore rispetto a quello che sarebbe stato necessario) ha comportato che il macchinario non si sia spento al momento opportuno, causando la perdita delle dita all’operaio.
Morale della brutta storia: bisogna scegliere con maggiore attenzione i propri fornitori.
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Com’è andato il processo?

Le parti al processo erano moltissime. L’INAIL era parte attrice, quindi ha convenuto in giudizio il datore di lavoro e la ditta presso la quale era dipendente questo operaio. La ditta, a sua volta, ha chiamato in causa l’installatore della fotocellula che a sua volta ha chiamato in causa il rivenditore della fotocellula, il quale infine, a cascata, ha chiamato in causa il produttore della fotocellula.
Cosa vuol dire che l’INAIL si è costituita parte civile per il risarcimento?
Vuol dire che l’INAIL ha richiesto tutte le somme, a titolo di rimborso, pagate all’operaio per il danno biologico da questo subito. E dopo aver anticipato il denaro all’operaio, ne chiede rimborso ai privati colpevoli.
Per stabilire l’ammontare del risarcimento si usano delle tabelle in base alle quali, ad esempio, 3 dita mozzate o 4, hanno un certo valore nell’integrità biologica della persona.
Parliamo di svariate decine di migliaia di euro, per intenderci.
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Conclusioni
Insomma, se sei arrivato fino alla fine di questo post, un po’ di amaro in bocca ce l’avrai anche tu.
Sono incidenti che purtroppo accadono, ma quello che puoi fare tu, dalla tua parte è assicurarti che ogni minimo componente dei tuoi macchinari sia conforme.
È il minimo indispensabile che tu possa fare per evitare situazioni del genere.
Alla prossima, Ing. Claudio Delaini e Avv. Francesco Gradozzi.
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