Le centraline oleodinamiche non sono mai componenti autonomi, ma vengono incorporate nei macchinari o utilizzate dai costruttori di macchine per i banchi prova. In questo senso, la certificazione CE può seguire due strade diverse.
Le direttive applicabili per la certificazione CE delle centraline oleodinamiche
Le centraline oleodinamiche sono sottoposte a diverse direttive. Vediamole insieme.
→ Direttiva/Regolamento Macchine: Considerano la centralina come una quasi macchina. Ricordiamo che, secondo il Regolamento Macchine, la definizione è questa (art.3):
Le quasi macchine sono componenti o parti di macchine che da sole non possono svolgere alcuna attività, ma diventano funzionali solo quando sono incorporate in una macchina, in un altro oggetto specifico o in una linea di produzione.
Per ottenere la certificazione CE, una quasi macchina deve presentare:
- La dichiarazione di incorporazione;
- Il manuale di installazione;
- La targhetta identificativa;
- Il fascicolo tecnico.
Altre direttive applicabili sono invece:
→ Direttiva PED (Pressure Equipment Directive): che classifica la pericolosità in base al rapporto pressione-volume. In base a questo calcolo si determina la categoria di rischio e il processo di certificazione necessario.
- Categoria I: bassa pericolosità, autocertificazione del fabbricante con marcatura CE.
- Categoria II: rischio moderato, coinvolgimento di un organismo notificato per il controllo della produzione.
- Categoria III: rischio significativo, è richiesta certificazione da parte di un organismo notificato con esame della progettazione e test sul prodotto.
- Categoria IV: rischio elevato, richiede il massimo livello di controllo e sorveglianza da parte di un organismo notificato.
→ Direttiva ATEX: Da applicare se la centralina è in zona a rischio esplosione.
→ Eventuali direttive aggiuntive come la ECM (per la compatibilità elettromagnetica, nel caso in cui ci sia un motore), la ROhS (per le sostanze pericolose negli apparecchi elettrici ed elettronici) la Direttiva sui rumori (OND) 2000/14/CE
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Iter di certificazione: quali sono i passaggi chiave?

Per prima cosa è necessario costruire il fascicolo tecnico e individuare quali sono le direttive applicabili sulla centralina. In base a questo, si capirà se si può procedere con l’autocertificazione o è necessario coinvolgere un ente notificato.
In entrambi i casi, la documentazione da preparare è la stessa, ovvero:
- Schemi oleodinamici ed elettrici;
- Schema di funzionamento;
- Una descrizione generale della centralina che spieghi a cosa serve a dove andrà incorporata;
- Calcoli per la classificazione PED.
A partire da questi documenti, andremo a fare la valutazione dei rischi e creare il manuale, descrivendo la macchina e i rischi residui. Vanno inoltre dichiarati i requisiti della Direttiva Macchine che non si soddisfano – in quanto, ricordiamolo, si tratta di una quasi macchina.
A questo punto si redige la dichiarazione di conformità e dichiarazione di incorporazione. Si tratta di un unico documento che è costituito da 2 pagine diverse:
- Nella prima pagina c’è la dichiarazione di incorporazione, in cui si citano i RES che sono stati rispettati (e, implicitamente, quelli che non si sono rispettati e quindi non vengono dichiarati);
- Nella seconda pagina va la dichiarazione di conformità, dove vanno dichiarate le varie direttive a cui risponde la centralina.
Infine possiamo preparare la targhetta CE, che deve contenere:
- Marchio CE;
- Dati del costruttore (nome, indirizzo, ragione sociale);
- Modello e numero di serie;
- Anno di costruzione;
- Dati tecnici principali:
- Pressione massima;
- Potenza motore;
- Tensione di alimentazione;
- Peso della centralina.