Centralina oleodinamica vecchia in azienda: cosa fare quando manca la documentazione

💡 IL PUNTO DI VISTA DI CLAUDIO DELAINI

Qualche giorno fa ho ricevuto una mail da un cliente, che chiameremo Mario. Mi chiedeva come gestire una centralina oleodinamica trovata in azienda, risalente agli anni ’70 (o forse prima), senza nessuna documentazione, solo una targa quasi illeggibile e tubi di cui non si sa nulla. 

La domanda era sempre la solita: “Claudio, cosa facciamo? La certifichiamo CE?”

La risposta è stata rapida: no. Non puoi certificarla CE, non devi certificarla CE, e soprattutto non serve certificarla CE. Quello che serve è capire se quella centralina può essere usata in sicurezza oggi, oppure no.

Questa situazione capita continuamente. Centraline vecchie, spesso funzionanti, ma di cui non si sa quasi niente. 

E quando chiami il consulente, purtroppo spesso la risposta è: “Facciamo una marcatura CE così siamo a posto”. Ecco, questo è l’errore più grave che puoi fare. Vediamo perché.

Centraline oleodinamiche vecchie e nuove: due diversi corsi d’azione

Prima di parlare di centraline vecchie, mettiamo in chiaro una cosa fondamentale: centraline oleodinamiche nuove e centraline vecchie seguono strade completamente diverse.

Se stai immettendo sul mercato una centralina oleodinamica nuova, allora sì, parliamo di marcatura CE. In quel caso la centralina è considerata una quasi-macchina destinata ad essere incorporata, quindi serve la dichiarazione di incorporazione per il Regolamento Macchine, devi verificare se rientra nella Direttiva PED in base al calcolo pressione per volume, devi preparare il fascicolo tecnico, gli schemi oleodinamici ed elettrici, la valutazione dei rischi, e apporre la targhetta con tutti i dati tecnici richiesti. 

→ Se vuoi approfondire questo percorso, qui trovi un articolo dedicato alla certificazione CE delle centraline oleodinamiche nuove: https://www.certificazionece.it/centraline-oleodinamiche-e-certificazione-ce-guida-alla-conformita-normativa/

Ma se hai una centralina oleodinamica vecchia, già installata, già in uso, magari da decenni, di cui non hai documentazione e non sai nemmeno chi l’ha costruita, allora la Direttiva o il Regolamento Macchine non c’entrano niente. Non puoi marcarla CE. Non puoi “ricostruire” una dichiarazione di conformità a posteriori. Non puoi inventarti un fascicolo tecnico.

Quello che devi fare è applicare l’allegato V del D.Lgs. 81/08

L’allegato V non serve a certificare un prodotto. Serve a rispondere a una domanda molto più concreta: questa attrezzatura, così com’è oggi, può essere usata in sicurezza dai miei lavoratori?

 

Responsabilità del datore di lavoro

Con una centralina vecchia non sei nella prospettiva del fabbricante che immette un prodotto sul mercato: sei nella prospettiva del datore di lavoro che deve garantire la sicurezza di un’attrezzatura di lavoro già presente in azienda.

La responsabilità non è del costruttore (che magari non esiste più), ma tua. Tu la usi, tu ne rispondi. E l’allegato V del D.Lgs. 81/08 ti dice esattamente cosa devi verificare affinché quell’attrezzatura sia considerata sicura per i tuoi lavoratori.

Non stai cercando di dimostrare che all’epoca in cui è stata fabbricata la centralina era a norma. Stai dimostrando che oggi è sicura. Se non puoi dimostrarlo, non lo è.

→ Per approfondire: Perizia-dichiarazione di rispondenza all’allegato V dell’81/08: quando si fa e chi firma

 

I tubi flessibili: il punto più critico delle centraline oleodinamiche

Torniamo al caso di Mario. La prima cosa che gli ho detto è stata: guarda i tubi. Quei tubi di cui non sai niente sono il rischio numero uno.

I tubi flessibili oleodinamici invecchiano anche se non lavorano. Si degradano per tempo, temperatura, compatibilità chimica con l’olio, microfessurazioni interne. Possono scoppiare senza preavviso. E uno scoppio di olio in pressione non è sporco per terra, è un getto ad alta pressione che può causare iniezione sottocutanea, lesioni gravi, amputazioni, o morte!

Se non conosci l’età dei tubi, se non hai la marcatura del costruttore, se non sai a che pressione sono dimensionati, se non sai se sono compatibili con l’olio usato, allora quei tubi sono un rischio non accettabile.

La soluzione non può essere “speriamo che reggano” o “mettiamo delle catene anti-frusta e siamo tranquilli”. La soluzione è una sola: sostituzione totale dei flessibili.

Costa? Sì. Costa meno di un infortunio? Infinitamente meno.

I nuovi tubi devono avere marcatura del costruttore, pressione nominale adeguata alla pressione massima dell’impianto, compatibilità con l’olio, raggi di curvatura corretti, e protezioni anti-frusta dove serve. E devono essere tracciabili: data di installazione, pressione di esercizio, indicazione di sostituzione programmata.

Questo ti salva in caso di controllo, ma soprattutto ti salva da un infortunio.

Le valvole di sicurezza: se non puoi dimostrare che funzionano, non funzionano

Secondo punto critico: le valvole di limitazione della pressione. In una centralina la pompa genera pressione, le valvole la limitano, i tubi la contengono. Se una di queste tre cose non è affidabile, hai un problema serio.

Su centraline oleodinamiche vecchie capita di trovare valvole rimosse, bypassate, tappate, o di fatto non funzionanti. Capita di trovare valvole con molle stanche, sporcizia, grippaggi, tarature alterate. E, infine, capita di trovare segni di manomissioni: grani serrati, piombature rotte, regolazioni bloccate con vernice, segni di uso creativo del cacciavite creativo.

La presenza della valvola non basta. Deve essere idonea, deve funzionare, e deve essere mantenuta nel tempo.

Se non sai a che pressione lavora l’impianto, se non sai a che pressione apre la valvola, se non hai strumenti o riferimenti, quella valvola è da considerare non affidabile. Con l’allegato V non puoi “supporre” che funzioni.

Anche qui, nella maggior parte dei casi costa meno cambiarla che verificarla e tarare tutto.

 

Gli altri controlli essenziali sulle centraline oleodinamiche vecchie

Oltre a tubi e valvole, ci sono altri punti che devi verificare, e non puoi farlo solo guardando la centralina da lontano. Serve qualcuno che ci metta le mani, che controlli davvero. 

I raccordi e le giunzioni devono essere integri, senza trafilamenti, senza adattatori “creativi” o segni di stress. 

I manometri devono essere presenti, funzionanti, leggibili, con un fondo scala adeguato. Altrimenti vai alla cieca e non sai nemmeno a che pressione stai lavorando.

Il serbatoio dell’olio deve avere il livello visibile, un tappo con sfiato, nessuna perdita. I filtri devono essere presenti, accessibili, non ostruiti e non bypassati. Un filtro tappato crea sovrapressione a monte.

Le parti meccaniche in movimento – giunti, accoppiamenti pompa-motore, ventole – devono essere protette. Sempre. Se vedi qualcosa che “si gira ma non si tocca”, non è conforme. Punto.

La parte elettrica è spesso quella messa peggio. Quadri aperti, morsetti scoperti, cavi volanti. Ma soprattutto: la messa a terra. Se manca, è una non conformità gravissima. I comandi devono impedire l’avviamento involontario, non devono riavviarsi automaticamente dopo un blackout, i pulsanti devono essere integri.

Se la centralina è accessibile agli operatori, se alimenta macchine pericolose, se qualcuno ci lavora vicino, quasi sempre serve anche un arresto di emergenza.

Poi ci sono i rischi termici: superfici calde, tubi che scottano, scambiatori senza protezione. Devono essere limitati o almeno segnalati.

E infine c’è l’ambiente di installazione: la centralina è segregata? È in una zona di passaggio? Gli operatori ci lavorano vicino? Più è accessibile, più le misure di sicurezza devono essere robuste.

 

La relazione di conformità all’allegato V per le vecchie centraline oleodinamiche

Alla fine di questo lavoro dovresti produrre una relazione tecnica di conformità all’allegato V. Dentro questa relazione dovrebbero esserci:

  • Descrizione della centralina e dello stato di fatto
  • Rischi presenti
  • Misure adottate
  • Eventuali prescrizioni per l’uso sicuro

 

In parole povere: non puoi scrivere “la macchina è conforme”, devi scrivere qual è la situazione reale, quali interventi sono stati fatti, quali rischi residui rimangono, e quali condizioni devono essere rispettate per l’uso in sicurezza.

Se sono necessari adeguamenti, li elenchi: sostituzione tubi, sostituzione valvole, installazione carter, miglioramento quadro elettrico, messa a terra, segnaletica. Dopo questi interventi, la centralina diventa utilizzabile.

L’obiettivo non è avere un bollino CE da appendere. L’obiettivo è sapere, nero su bianco, che quella centralina non farà male a nessuno.

L’approccio operativo alla sicurezza delle vecchie centraline oleodinamiche

Quando mi ha chiamato Mario, la prima cosa che gli ho detto è stata: Non ti improvvisare. Chiama una ditta esterna specializzata e fai fare un check completo della centralina. 

Devono verificare tubi, valvole, raccordi, manometri, serbatoio, filtri, parti meccaniche, quadro elettrico, messa a terra, comandi, stabilità, installazione.

Tutto quello che non convince si cambia. Non si aggiusta, non si “sistema alla meno peggio”. Si cambia e si mette nuovo.

Solo dopo questa verifica puoi decidere se la centralina è utilizzabile così com’è, se è utilizzabile dopo alcuni adeguamenti, oppure se non è utilizzabile nello stato attuale.

Se non è utilizzabile, la fermi. Non cerchi scorciatoie, non inventi soluzioni fantasiose. La fermi, punto. Perché se succede qualcosa, la responsabilità è tua.

 

In sintesi: per le vecchie centraline oleodinamiche verifichi la sicurezza, non ricostruisci la CE

Con una centralina vecchia e senza documentazione, il punto non è “certificare” qualcosa che non puoi certificare. Il punto è capire se può essere usata in sicurezza, oggi, dai tuoi lavoratori.

Applichi l’allegato V del D.Lgs. 81/08. Verifichi i punti critici: tubi, valvole, raccordi, manometri, parti meccaniche, quadro elettrico, messa a terra. Tutto quello che non convince lo sostituisci. Produci una relazione tecnica che documenta stato di fatto, interventi, prescrizioni.

Non cerchi di ricostruire una marcatura CE che non c’è mai stata. Non inventi fascicoli tecnici. Non fai dichiarazioni di conformità fasulle.

Verifichi che sia sicura. Se lo è, la usi. Se non lo è, la adegui o la fermi.

È più semplice di quanto sembra, ma richiede onestà intellettuale. E un po’ di coraggio per dire a un cliente: no, quella cosa lì non si può fare. Quella centralina o la metti in sicurezza sul serio, o la lasci spenta.

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