Claudio Pedercini – ghisa e acciaio scorrono nelle sue vene. Una vita spesa tra acciaierie e fonderie

Scheda Anagrafica:

Nome: Claudio Pedercini

Nome azienda: Gruppo Pedercini

Ruolo in azienda: Ceo

  1. Da quando sei sul mercato?

Tutto iniziò nel 1972 con la nascita della nostra azienda primaria, la Elettro2000, per poi arrivare successivamente alla creazione della PCombustion, precisamente nel 1998.

Il Gruppo Pedercini è quindi costituito da due realtà differenti, le quali però lavorano in sinergia: la prima (Elettro2000) si occupa di tutto ciò che riguarda l’attività di automazione e sviluppo software dedicato a fonderie, acciaierie e sistemi di logistica; mentre la seconda (PCombustion) è dedicata espressamente alla costruzione di qualsiasi tipologia di forno destinato al settore siderurgico e metallurgico.

  1. Qual è la vostra “punta di diamante” come prodotto o servizio?

Al momento stiamo adottando una strategia di marketing concentrandoci su due fronti paralleli: nello specifico il settore logistico per la Elettro2000 e il settore dell’alluminio per la PCombustion.

Per quanto riguarda la logistica sempre più produttori stanno acquisendo la filosofia di Amazon, spostandosi verso una distribuzione organizzata e rendendo così necessari nastri trasportatori e sistemi di smistamento nello stile del colosso statunitense.

Parlando dell’alluminio, invece, riteniamo che possa rappresentare il mercato del futuro, in quanto tutte le case automobilistiche hanno spostato la produzione di acciaio a metalli più leggeri, riducendo così il peso nelle automobili.

  1. Come è nata l’idea di posizionare macchine all’ingresso dell’acciaieria per rilevare la temperatura degli operai?

L’idea nasce grazie allo scopo dell’associazione #orgogliobresciano di cui facciamo parte, la quale è nata per far fronte all’emergenza Covid-19 e comprende diverse imprese, tutte originarie di Brescia.

Noi del Gruppo Pedercini stiamo intervenendo in maniera consistente nell’iniziativa di questo progetto, proponiamo delle termocamere per la lettura corporea ad alta sensibilità e risoluzione, così da poter individuare eventuali persone con febbre.

Pensiamo che questa tipologia di prodotti possa servire sia per la tutela dei lavoratori che per quella dei clienti stessi.

Essendo noi del settore, e disponendo della tecnologia necessaria, abbiamo subito deciso di intraprendere questo percorso e di dare il nostro contributo.

Siamo stati i primi, anche se ci sono tantissimi prodotti cinesi sul mercato che fanno questo tipo di lettura, ma purtroppo, per quanto siano convenienti, hanno un grosso problema: la risoluzione.

Può sembrare banale, ma un prodotto di questo tipo che sbaglia la lettura anche solamente di un grado fa la differenza: con 37°C puoi accedere, mentre con 38°C assolutamente no.

L’alta qualità, di conseguenza, impone un prezzo differente rispetto ad un prodotto cinese; di fatto i nostri prodotti sono adatti ad aziende, luoghi pubblici ed aeroporti.

  1. Cosa ne pensi della CE?

Partiamo con il descriverla, la CE è un’autodichiarazione su varie linee guida e norme presenti in Europa che noi produttori dobbiamo rispettare.

Personalmente penso che sia una bella cosa e, sopratutto, necessaria; purtroppo però non è soggetta a controlli e questo la rende una cosa fatta per metà.

Alcuni controlli vengono fatti solamente nel momento in cui accade qualcosa e, a quel punto, andando a spulciare tutti i cavilli di ogni singola norma.

Ti faccio un esempio: se io utilizzatore finale devo comprare un qualsiasi prodotto, voglio che sia marcato CE; però, giustamente, sono ignorante dal punto di vista delle normative e mi affido solamente alla targhetta CE, la quale dovrebbe dimostrare che quel prodotto sia stato costruito correttamente.

Nel caso in cui dovesse accadere un infortunio io non sono protetto, poiché nessuno ha mai verificato che quel determinato prodotto fosse conforme.

Tuttavia, esistono stati (come l’Australia e la Russia) dove esiste uno specifico organo competente impiegato nella verifica della conformità alle norme.

Quindi sono contento che esista una cosa come la CE, ma vorrei che fosse impostata in un modo più accurato.

  1. Come hai conosciuto Claudio?

Io e Claudio ci siamo conosciuti tramite un’amicizia in comune, Diego Perfettibile.

Sinceramente credo che Claudio sia un vero professionista e una delle sue qualità migliori riguarda proprio il suo lavoro: mette a disposizione per tutti, gratuitamente, il proprio sapere.

  1. Secondo te in che modo i video realizzati con Claudio e Diego possono aiutare le persone meno informate a capire il vostro mondo?

Io prendo sempre come esempio Piero Angela e suo figlio Alberto, riescono ad affrontare questioni “tecniche”, inerenti al loro campo, con grande semplicità e senza usare concetti troppo difficili.

Credo che, in particolare, gli argomenti che trattiamo noi debbano essere spiegati in modo che anche una persona estranea a questo settore possa capirli.

Se riesci a raggiungere questo risultato, hai fatto centro.

È proprio questo l’aspetto che mi ha colpito maggiormente di Claudio e Diego, riescono a spiegarti un argomento noioso in maniera molto semplice, facendoti anche ridere quando è necessario, e così riesci ad acquisire delle conoscenze che in altro modo non avresti mai imparato.

  1. Che argomento in particolare vorresti veder trattato nei video di Claudio?

Devo ammettere di non aver visto tutti i suoi video, ne ha fatti veramente tanti e ci metterei più di un anno intero!

Non saprei quindi dire con precisione cosa potrebbe mancare e cosa vorrei che ci fosse.

Però mi piacerebbe che trattasse i controlli preventivi dal punto di vista della CE sui macchinari.

Credo che la manutenzione predittiva non venga mai valutata dandole il giusto peso, poiché viene considerata solamente come un costo; invece dovrebbe esser vista come un guadagno, in quanto riesce a prevenire i fermi di produzione e tutti gli enormi costi associati.

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