Angelo ZANON – L’uomo che salva il mondo dalla Plastica

Scheda Anagrafica

Angelo Zanon

Ruolo in azienda: Progettista meccanico e PLM Manager

  1. Cosa vendi? Da quando?

Produciamo e vendiamo macchine per trattare la plastica all‘interno di impianti che producono manufatti in plastica di qualsiasi tipo. Quindi ci incarichiamo di rimacinare e di rendere nuovamente disponibile, per il processo di costruzione del manufatto, la plastica che va riutilizzata.

Esempio, difettosi sfrigolii di lavorazione e quant‘altro.

Poi ci occupiamo di impianti, quindi trasporto e stoccaggio, il carico e tutto quello che sta dietro al recupero e alla possibilità di far riutilizzare questo scarto plastico.

Lavoro per questa azienda da 16 anni.

  1. Qual è la vostra “punta di diamante” come prodotto o servizio?

A sentire i nostri clienti, la capacità di rispondere all‘esigenza puntuale del cliente. Quindi poter disegnare, produrre e consegnare macchine ed impianti allestiti come un sarto.

  1. Perché fai questo lavoro? Ti piace quello che fai?

Perché 35 anni fa decisi di fare il perito meccanico, sulle orme dell‘esperienza famigliare, la meccanica mi attraeva. Mi sono iscritto alle scuole superiori all‘istituto tecnico per periti meccanici. Poi da lì ho avuto la fortuna di fare sempre ciò per cui mi ero specializzato con il mio studio.

Poi piano piano è subentrata la passione per la gestione delle informazioni, e da lì, la figura di PLM manager per questa azienda.

  1. Cosa ne pensi della marcatura CE?

L’ho data sempre per scontata, senza capirla fino in fondo. Fino a diversi anni fa era una cosa per alcuni impianti e basta. Era per poche persone che facevano finta di redigere il fascicolo tecnico, che portava a produrre questa targhetta. Insomma, era quasi un oggetto misterioso.

Poi nel tempo le aziende, tra cui anche la mia, si sono rese conto che più si diffonde la conoscenza e il senso della marchiatura CE, più è semplice per l‘azienda avere un ufficio di progettazione, che è il cuore dove nasce la macchina. In questo modo, l‘ufficio tecnico in maniera naturale fa in modo che quello che viene prodotto e messo sul mercato si autotutela. Se progetti secondo la normativa CE, se poi succede qualcosa puoi andarti a tutelare.

  1. Qualche giorno fa Claudio ha pubblicato un post in cui diceva a causa della Brexit le marcature CE provenienti dalla Gran Bretagna non saranno valide in Italia. Tu cosa ne pensi? E secondo te, può essere paragonabile ad un made in China?

Non so rispondere dal punto di vista del marchio CE. Credo che un sistema armonizzato come la Comunità Europea, che emette norme comuni per tutti i paesi, renda del tutto più agevole e semplice vendere e acquistare macchinari in sicurezza. Chi si chiama fuori corre il rischio di non partecipare più a questa possibilità.

  1. Se dovessi definire con poche parole il termine CE cosa diresti, che cosa è?

È quella cosa che mediamente ti dà la sicurezza di avere a che fare con un oggetto pensato e costruito in modo sufficientemente sicuro.

  1. Come hai conosciuto Claudio?

Qualche anno fa in ambito che non ha niente a che vedere con il lavoro. Entrambi abbiamo fatto volontariato per un‘associazione di pronto soccorso.

Qualche anno fa ci siamo ritrovati su LinkedIn, ho cominciato a seguirlo ed ero curioso di vedere le prime cose che lui raccontava sulla marchiatura CE.

A un certo punto mi sono ritrovato a fare alcune riflessioni su quello che sono le normative e rendere più cosciente all‘ufficio tecnico che attorno ad un progetto ci sono una serie di norme o percorsi come la famosa direttiva macchine.

Allora pensai di chiedere aiuto a dei consulenti e io mi permisi di proporre Claudio e Renato.

Loro vennero a trovarci una prima volta per un tema specifico su delle distanze di sicurezza su cui i progettisti avevano dei dubbi. Rimanemmo colpiti da questa modalità di approccio non comune per un consulente.

Questa modalità richiede dal punto di vista del committente, l‘intelligenza di concentrarsi sul contenuto e su come viene raccontato.

Perché se il committente si concentra troppo sull’abito esterno perde il valore di Claudio e Renato, che rendono disponibile al tuo intelletto dei dati o dei concetti che ti rimangono oscuri se chi te le spiega usa dei termini di una persona “normale”.

Questa cosa qui, fortunatamente, attivò in maniera positiva il mio responsabile.

Dopo qualche tempo, pensammo di fare un paio di giorni di corso per l‘ufficio tecnico sulla direttiva macchine. E questo è stato il punto di svolta perché loro vennero a raccontarci di cosa si tratta la direttiva macchine.

Da questo punto di vista è straordinario il libro che hanno scritto, che già il titolo ti rasserena (“Non desiderare la colpa d‘altri”).

Quando lo leggi capisci che non hai la responsabilità del tutto, ma solo del tuo perimetro di attività.

Quando un‘azienda riesce a disegnare correttamente i limiti della propria responsabilità, e riesce a trasferire queste informazioni ai progettisti, la progettazione stessa diventa più snella e più serena.

Perché non è che ogni volta ti poni le stesse domande alle quali tutte le volte ti dai risposte diverse.

Ma sai già che quell‘argomento specifico non abita a casa tua ma a casa di una altra persona e di un altro luogo e questo pulisce il campo e questo e il valore aggiunto che va oltre alla norma, al numero, alla pagina e quant‘altro e ti offre il metodo per approcciare il problema.

È questa la svolta, il metodo per affrontare il problema altrimenti devi fare 100 volte la stessa domanda al consulente, perché non te ne accorgi che applichi a situazioni parzialmente diverse un concetto che è sempre uguale, e non hai lo strumento per capire che in realtà il concetto e sempre lo stesso.

  1. Quanto è importante la direttiva macchine?

È tutto! Se non la segui e marchi CE, se poi succede qualcosa diventa un problema importante.

Perché l‘azienda che nel tempo e cresciuta e che esporta la grande maggioranza del suo fatturato, non può permettersi di millantare o di giocare la sua reputazione su un aspetto del genere.

Quando ti rapporti con multinazionali o con clienti strutturati sia italiani che esteri, è contro producente fare e mentire mentre è molto più semplice dichiarare il vero. Perché poi questo tutela la tua azienda, il tuo prodotto e la tua storia.

Il tuo cliente contento, dopo continua a venire da te perché sempre di meno si compra l‘oggetto.

Ma sempre di più compri quello che sta dietro: assistenza, informazioni, manualistica, after sales, engineering per decidere la soluzione migliore, affidabilità nel tempo.

In tutto questo la direttiva macchine aiuta perché se nel tempo il tuo impianto non ha provocato incidenti o infortuni, o rispetto a quelli accaduti hai potuto dimostrare che il rischio residuo era sufficientemente accettabile, hai fatto bingo.

  1. Quali libri di Claudio hai letto?

Completamente neanche uno, però sfogliati con attenzione “Non desiderare la colpa d‘altri” e quello che mi ha dato qualche settimana fa “Il marchio CE è un’illusione”.

Anche qui, straordinario, specialmente su alcuni luoghi che per me hanno bisogno di un‘analisi più approfondita.

Ad esempio, il fascicolo tecnico, che nell‘ultimo libro è raccontato in maniera attenta e puntuale.

O un altro esempio su “Non desiderare la colpa d’altri” che spiega come la storia di una macchina e di un impianto impatta sulla marchiatura CE.

Non è un romanzo, ma un prontuario che usi in base ai problemi che hai.

Sembra avere sempre davanti a te Claudio e Renato (l‘anno scritto in maniera colloquiale con casi particolari e esperienze dirette).

  1. Quali argomenti vorresti vedere scritti in un libro di Claudio, cosa ti piacerebbe leggere?

Migliorare un altro pezzo delle informazioni che vanno a corredo delle nostre macchine, che è la manualistica.

I manuali hanno sempre dei punti oscuri.

Rispondere a “cosa devo mettere dentro i manuali?”, “Come devo raccontarlo?”, “Come devo gestire le informazioni?”.

  1. Quali argomenti vorresti che venissero trattati da Claudio nei video?

Non lo so. Renato Delaini, suo padre, ha un‘esperienza talmente vasta che sa già lui gli argomenti.

A me al momento non mi viene in mente nulla, magari un giorno mentre sto progettando un apparato mi viene un dubbio particolare, allora rispetto a quel dubbio mi vado a cercare il video.

  1. Quale argomento della marcatura CE per te è più noioso?

Tutta la direttiva macchine. Tutta la CE è assolutamente illeggibile. Quindi ben venga il criterio linguistico che usano Claudio e Renato, che non è comune trovare nei libri.

  1. Claudio sotto quali aspetti ti ha aiutato a capire meglio tutto il mondo della CE?

Con il suo modo di porsi e con la semplicità con cui entra in empatia con il committente.

Commenta:

commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *