Recipiente in pressione in arrivo dall’INDIA – Cosa guardo sulla dichiarazione di conformità?

Ci è arrivata questa domanda negli ultimi giorni da uno dei nostri lettori.

Ci ha mandato questo pdf che metto qui sotto e che ho reso anonimo e ci ha chiesto un commento.

Quali osservazioni possiamo fare da questo file pdf? è la prima di due pagine.

Osservazione 1
Il documento non è credibile perchè parla di fabbricazione nel 2019 e con data 3 luglio 2019 e poi cita la “vecchia PED”, scaduta e ritirata dal 2016. Sostituita da 2014/68/UE.
E L’ente notificato citato non potrebbe averla accettata.

Osservazione 2
L’ente notificato citato esiste ed è accreditato?
Abbiamo volutamente cambiato il nome sul file per non avere problemi. Per controllare se l’ente esiste bisogna andare sul sito dell’Unione Europea https://ec.europa.eu/growth/tools-databases/nando/ e controllare che esista e che sia accreditato per quel tipo di certificazione.
Controllando su Nando abbiamo scoperto che oggi  questo ente non è più accreditato per la vecchia PED, ma solo per la nuova Art 15 all I, 3.1.2 – come è ovvio che sia.

Osservazione 3
Mancano i riferimenti necessari nella Dichiarazione: il Volume del serbatoio? il materiale? le norme armonizzate EN utilizzate? il numero del certificato di attestazione dell’ente notificato ed il numero di accreditamento (dovrebbe essere XCVB).
Potrebbe essere esente solo se rispetta le condizioni dell’Art.5 del DM 329/04, (P<12 bar e PxV<8000)  ma allora sarebbe stato certificato CE con la direttiva dei recipienti semplici in pressione (SPVD 2014/29/EU) e non con la vecchia PED.

Osservazione 4
Cosa dovresti fare, con documentazione VALIDA?
Se il serbatoio è stato installato a cura del tuo cliente (e non dagli indiani costruttori) ti serve la Dichiarazione di corretta installazione di chi l’ha eseguita.
Una relazione tecnica che spieghi tutta l’installazione, il calcolo della valvola di sicurezza per il suo corretto dimensionamento in funzione del circuito in cui il serbatoio è inserito, il CE PED della valvola installata, e così via.
E poi, dal sito CIVA INAIL, inserire tutta al documentazione relativa alla “Verifica di messa in servizio” – così vengono gli ingg INAIL a verificare il tutto prima di dare il numero di matricola (prima di questa verifica il serbatoio non si potrebbe usare).
in pratica:
  • Dati dell’utilizzatore
  • Dati del costruttore
  • dati dell’installatore
  • ubicazione del serbatoio
  • dati tecnici del serbatoio completi
  • Dichiarazioni CE PED etc
  • Lay Out e P&I
  • Etc
IL tutto come da art 4 (e art 6)  del DM 329/04.

Nota finale
Si tratta di una patacca.
Meglio se lo tengono clandestino. Non si può fare nulla a posteriori da qui. Servirebbero -per certificare PED in modo corretto e valido con Ente Notificato-  i certificati di origine  dei materiali, WPS saldature e patentini, calcolo di stabilità etc etc.

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