I segreti sul Controllo delle Funi di un Carroponte

Ho realizzato insieme a Diego Perfettibile e Daniele Ruoso una playlist di video uscita su YouTube, nella quale spieghiamo semplicemente il Controllo delle Funi di un Carroponte.
Da quei video è scaturito questo articolo, che non nasce per essere esaustivo sull’argomento, ma che vuole essere un’introduzione di semplice lettura.

Inoltre con mio padre Renato Delaini ho realizzato un’altra playlist sulle corrette vie d’accesso ai carriponte, sulla quale trovate anche un articolo.

Per prima cosa ricordiamo quando e quali devono essere verificati.

Verifica Annuale

Apparecchi di sollevamento materiali con portata superiore a 200 Kg, non azionati a mano, di tipo fisso, con modalità di utilizzo riscontrabili in settori di impiego quali costruzioni, siderurgico, portuale, estrattivo e con anno di fabbricazione antecedente 10 anni.

Verifica Biennale

Apparecchi di sollevamento materiali con portata superiore a 200 Kg, non azionati a mano, di tipo fisso, con modalità di utilizzo riscontrabili in settori di impiego quali costruzioni, siderurgico, portuale, estrattivo e con anno di fabbricazione non antecedente 10 anni.

Apparecchi di sollevamento materiali con portata superiore a 200 Kg, non azionati a mano, di tipo fisso, con modalità di utilizzo regolare e anno di fabbricazione antecedente 10 anni.

Verifica Triennale

Apparecchi di sollevamento materiali con portata superiore a 200 Kg, non azionati a mano, di tipo fisso, con modalità di utilizzo regolare e anno di fabbricazione non antecedente 10 anni.

LA DOCUMENTAZIONE NEL CONTROLLO DEGLI ACCESSORI DI SOLLEVAMENTO

Per prima cosa è necessario verificare che la persona incaricata di fare il controllo sia formata e qualificata, il cosiddetto Controllo del Fornitore.
La ditta che va all’interno delle aziende per fare i controlli deve dimostrare di avere del personale qualificato.
Lo può fare con attestati, corsi, patentini e qualifiche, che prima di entrare in una determinata azienda dovrà consegnare. 

Successivamente bisogna accertarsi che il lavoro venga fatto con il giusto criterio.
Spesso il manutentore dà un’occhiata all’attrezzatura e firma un foglio di carta indicando che quegli accessori sono buoni, ma non basta avere una Check List fatta in questo modo.
Il manutentore deve firmare un documento nel quale accerta che le varie attrezzature sono conformi alle norme di riferimento.
Il verbale lo dovrà poi tenere chi fa i controlli, come proprio storico, ma anche il cliente, per dimostrare che i controlli sono stati effettuati.
Inoltre dovrà servire al cliente per tenere d’occhio come evolve la situazione interna, così da sapere durante le verifiche quante Non Conformità sono state riscontrate e perchè si sono verificate. 

Una Non Conformità non vuol dire per forza dover sostituire l’attrezzatura.

Ad esempio può esserci un gancio con la linguetta che fuoriesce, potrebbe significare che è da cambiare oppure semplicemente che il becco è leggermente aperto.
Se il becco è aperto significa che è stato fatto un uso improprio di quell’attrezzatura, rendendola Non Conforme.
Potrebbe essere sufficiente sostituire la linguetta, se in questo caso il becco si chiuderà, l’attrezzatura ridiventerà Conforme.
In caso contrario il gancio andrà sostituito, un’operazione che farà il manutentore.
Il gancio sostitutivo potrà essere fornito dal costruttore, oppure basta che sia conforme alla catena. 

Oltre ad avere lo storico dell’attrezzatura bisogna avere i documenti che indichino da chi è stata comprata, chi l’ha costruita, da chi è stata certificata e tutte le verifiche che sono state effettuate.
Qualsiasi manutenzione venga effettuata dovrà essere registrata.
Questa è un’operazione che spesso non viene fatta dalle piccole aziende, ma grazie a questa tipologia di attività si lavora più sicuri spendendo meno, in quanto è possibile monitorare lo stato delle attrezzature e capire quali sono le Non Conformità. 

È necessario avere una serie di faldoni per tutte le attrezzature di sollevamento, dove è contenuta la storia dell’attrezzatura (catene, funi, ganci, Il raccoglitore deve sopratutto essere rintracciabile, il numero che si trova sulla targhetta della catena di riferimento deve necessariamente essere lo stesso che si trova nei documenti.
La carta deve essere unita all’attrezzatura. 

Ricordiamo qui un pò di nomi per evitare confusione.

Gru a ponte: gru capace di muoversi su binari o vie di corsa avente almeno una trave principalmente orizzontale e dotata di almeno un meccanismo di sollevamento. UNI EN 15011:2014

Gru a cavalletto: gru capace di muoversi su ruote lungo binari, vie di corsa o superfici stradali, oppure gru senza ruote montate in posizione fissa, avente almeno una trave principalmente orizzontale supportata da almeno una gamba e dotata di almeno un meccanismo di sollevamento. UNI EN 15011:2014

Gru Derrick: gru a braccio orientabile il cui braccio ausiliario è fissato alla parte inferiore del puntone che è munito di appoggi in alto e in basso. UNI ISO 4306-1:2010

Gru a braccio rotante: gru motorizzata progettata per installazione permanente, sia montata in posizione fissa, sia libera di traslare su rotaie orizzontali, dotata di un braccio che può ruotare intorno a un asse verticale UNI EN 14985:2012

Gru a sbalzo, Gru a colonna, Gru a parete e Gru a bicicletta: gru a braccio il cui organo di presa è sospeso a un braccio a sbalzo rigidamente assicurato, oppure a un carrello che si sposta lungo lo sbalzo stesso. UNI ISO 4306-1:2010

Gru monorotaia: gru costituita da un paranco, che scorre, mediante un carrello, lungo una trave fissa.

Argani e paranchi sono normalmente trasferibili e non fissi. Può capitare che vengano installati e fissati in modo permanente alle strutture. In questo caso devono essere considerati come organi di sollevamento di tipo fisso.

LA TARGHETTA METALLICA DELLE CATENE DI SOLLEVAMENTO

Ogni attrezzatura deve essere identificabile, deve quindi avere una Targhetta.
Le catene si differenziano tra grado 80 e grado 100, la forma della Targhetta identifica la tipologia del grado della catena. 

Sulla Targhetta deve esserci scritto:
  • Il costruttore della catena
  • Il diametro
  • Il numero di certificato
  • La portata massima (quanto porta la catena)

Nel caso di un catena con tiro a più bracci deve essere segnata anche la portata massima per angolazione.
Spesso qualcuno si confonde credendo che la portata sia di un singolo braccio, moltiplicando quindi x2 i Kg indicati.
È un’operazione assolutamente sbagliata, in quanto quella che è indicata è la portata per entrambi i bracci, non per uno singolo. 

La Targhetta deve essere presente per ogni tirante.
Spesso però, con il normale utilizzo delle catene, queste targhette saltano via.
È quindi opportuno inserire la rintracciabilità della catena appena l’attrezzatura entra in fabbrica.
Per rintracciare la catena vengono riportati i dati del costruttore su un’altra targhetta, inamovibile e indistruttibile.
Questa seconda targhetta deve essere posizionata in un punto sicuro, ad esempio sulla maglia di giunzione.

Cos’è la Prima Verifica Periodica ?

La prima verifica periodica serve per vedere se il carroponte è stato installato come descritto nel manuale di suo e manutenzione scritto dal fabbricante. Serve a controllare lo stato di manutenzione e di conservazione del carroponte. A verificare lo stato di mantenimento delle condizioni di sicurezza previste  e il rispetto delle specifiche dell’attrezzatura di lavoro. In ultimo, ma non per questo meno importante bisogna verificare  l’efficienza dei dispositivi di sicurezza e di controllo. Tradotto in Italiano. Vedere cosa comandano e se funzionano. La prima verifica prevede anche la redazione della scheda tecnica di identificazione dell’attrezzatura.

COME FORMARE GLI OPERATORI PER IL SOLLEVAMENTO CARICHI?

Innanzitutto l’operaio deve sapere quanto pesa il carico, nei documenti sono presenti i pesi.
Dovrà poi scegliere l’attrezzatura più idonea per quel determinato lavoro.
Per impararlo dovrà essere formato e informato su quale attrezzatura usare e come usarla. 

L’operaio neo assunto deve avere la possibilità di confrontarsi con dei dati per capire qual è l’attrezzatura migliore da usare.
Dovrebbe esserci un luogo, il classico punto di raccolta, dove sono presenti tutte le catene, le funi, le fasce e gli accessori.
Vicino al punto di raccolta deve essere presente il tabellone delle portate, che indicherà le portate corrette e quindi quale attrezzatura scegliere in base a cosa si deve sollevare.
È un cartellone standard rispetto a delle norme, indica quanto peso si può sollevare in base a come usi un determinato attrezzo.
Ad esempio, per le catene le configurazioni sono 3: tiro verticale con una tirante in catena a un solo braccio, tiro con tirante in catena a due o più bracci con angolazione da 0° a 45° e da 45° a 60°.

Non basta guardare il tabellone per capire subito come usare l’attrezzatura.
Deve essere fatta una formazione alla base, non appena l’operaio entra in fabbrica.
Se si deve fare un sollevamento particolare, non segnato sul tabellone, ci si deve informare e parlare con il responsabile. 

Infine non bisogna assolutamente camminare vicino al carico, bisogna stare alla giusta distanza.
La distanza di sicurezza deve sempre esserci.
Inoltre il carico dovrebbe avere un percorso libero, non va fatto passare in mezzo alla gente.
Se si ha il telecomando attaccato col cavo al carroponte, il cavo deve essere della giusta lunghezza per permettere agli operai di stare alla giusta distanza di sicurezza. 

IL SOTTOGANCIO DI UN CARROPONTE

Rientrano nel Sottogancio tutte quelle attrezzature interposte tra il gancio di sollevamento e il particolare da sollevare, tra cui:

  • Catene
  • Tiranti in fune
  • Fasce
  • Accessori
  • Golfari
  • Bilancini

Le attrezzature del Sottogancio fanno parte di un complessivo, un’attrezzatura complessa e assemblata, con una sua portata specifica e la certificazione CE.
Tutte queste attrezzature devono essere controllate per lavorare in sicurezza.
Chi fa i controlli dovrà verificare la targhetta metallica e chiedere il certificato di conformità dell’attrezzatura. 

COME VANNO CONTROLLATE LE FUNI DI UN CARROPONTE?

Le funi non andranno per sempre bene, dopo un po’ si usurano.
Ci sono funi in cui il controllo visivo può essere fatto solo esternamente, ad esempio le funi antigiro.
Però potrebbero avere dei problemi all’interno, come fare in questo caso?

Per controllare la fune all’interno, il controllo migliore da fare è quello magneto-induttivo, con il quale si può controllare l’interno, controllando quindi il 100% della fune.
Si fa con uno strumento studiato apposta per questo compito, che si andrà a chiudere sulla fune, la quale dovrà passare all’interno del macchinario, così il controllo verrà fatto su tutta la sua lunghezza.
Un computer leggerà i dati trasmessi trasformandoli in un grafico, sono sistemi molto avanzati che permettono di fare una lettura completa della fune.
Il tecnico qualificato saprà interpretare il grafico e darà il risultato, Conforme o Non Conforme. 

Non conviene fare questo tipo di controllo su tutte le tipologie di funi.
Su delle funi piccole può essere più conveniente sostituirle con delle funi nuove.
Mettere una fune nuova è un punto di partenza, ma comunque bisognerebbe fare un controllo, così da avere uno storico. 

Questo controllo non è uguale per ogni tipo di fune, cambierà lo strumento in base al diametro della fune. 

E COME SI LUBRIFICANO?

Per far sì che una fune faccia bene il suo lavoro deve essere sempre ben lubrificata.
Questa è un’attività che non sempre viene fatta, oppure molto spesso viene fatta in modo superficiale.
Normalmente le funi vengono lubrificate dal manutentore esterno che si occupa dell’impianto, oppure da ditte specializzate. 

È fondamentale pulire le funi prima di lubrificarle, un’operazione purtroppo molto spesso trascurata.
Non serve a nulla applicare il grasso lubrificante sopra quello vecchio, in quanto i fili della fune sfregano tra loro se non si lubrifica nel modo corretto.
Magari fuori la fune resta perfetta, ma dentro è marcia. 

Per lubrificare una fune normalmente si fa con il bozzello tirato sù.
Attraverso un apposito strumento la fune mentre scende viene pulita, tramite dei pulitori sagomati, e poi lubrificata.
Sarebbe l’ideale fare questo tipo di operazione appena montata la fune, così che rimanga lubrificata e protetta all’interno. 

COME FUNZIONA IL CONTROLLO DELLE CATENE DI UN CARROPONTE?

Viene fatto un controllo visivo dimensionale su tutto il sottogancio del carroponte.
Dal controllo visivo si controlla che non ci siano usure anomale o che le varie parti non siano deformate.
Poi viene misurata col calibro le usure centrali e laterali, nel caso in cui siano presenti.
Ci sono delle tolleranze tecniche che il tecnico conosce e che dovrà applicare ale misurazioni.  

Per fare un controllo sulle catene di un sottogancio bisogna sempre partire da un punto d’inizio e arrivare ad un punto di fine.
Si parte dall’inizio della campanella e si va giù per tutti gli accessori, verificando che le giunzioni non si muovano in modo irregolare, che non ci siano giochi eccessivi, che non sia deformato l’interno e che il bussolotto sia integro. 

Poi si scende giù per il tratto di catena.
Misurare la catena maglia per maglia sarebbe un lavoro immenso in quantità di tempo.
Ma comunque il controllo visivo dimensionale deve esser fatto su tutto il particolare, i tecnici devono controllare su entrambi i lati che non ci siano deformazioni o tagli.
Si sceglie poi un tratto di catena, indicativamente di 50 cm, e si misura sia in allungamento che in usura laterale. 

L’UTILIZZO CORRETTO DI UN GOLFARE

Bisogna sempre assicurarsi che tutte le attrezzature dei vari reparti siano a norma e conformi all’utilizzo.
Prima di usare un Golfare bisogna sapere come usarlo e quale usare.
Ci sono configurazioni in cui un certo tipo di Golfare non può esser usato, ma bisogna utilizzarne un tipo diverso. 

Ci sono Golfari fatti apposta per andare completamente in battuta e tirare da 0° a 45°.
Se messo lateralmente questo tipi di Golfare si spaccherà alla base.
Per sapere gli usi corretti bisogna consultare il Manuale d’uso e Manutenzione.
Per fare un tipo di sollevamento orizzontale bisogna utilizzare un Golfare girevole, fatto apposta per essere avvitato lateralmente. 

Le scritte sul Golfare indicano:
  • Il materiale
  • La portata
  • La freccia indica il verso con cui deve essere caricato
  • Il passo (filettatura)

PULSANTIERA DI UNA GRU A PONTE A CAVALLETTO

La pulsantiera dovrebbe avere questa estetica:

☐ Avviamento/On: verde;

☐ Arresto/Off: nero;

☐ Azione mantenuta: bianco;

☐ Reset: blu;

☐ Arresto di emergenza: rosso (con sfondo giallo);

☐ Attuatore di arresto di una postazione di comando senza cavi: rosso;

☐ Altre funzioni: giallo o grigio.

La funzione da attivare deve essere indicata sopra o vicino al pulsante.

PULSANTE DI EMERGENZA

Devono essere posizionati in base alla valutazione dei rischi che considera anche il luogo dove viene posizionata.

Normalmente devono essere messi anche:

sulla struttura della gru a livello del terreno su entrambi i lati o ad ogni angolo di una gru a cavalletto comandata dalla cabina e nella sala macchine.

QUANDO SI USA UNA PULSANTIERA SENZA CAVI?

Non sempre serve mettere sia lo stop che il pulsante di emergenza. Come faccio a capire quando serve e quando no?

  • Non ci devono essere vie di accesso alle vie di corsa
  • Non ci devono essere vie di accesso al carroponte
  • Sia sicuro che la pulsantiera senza cavi non possa far partire il carroponte

PARANCO DENTRO LA LINEA: COSA VA CONTROLLATO?

Spesso si vedono dei paranchi all’interno di macchine industriali dedicati ad alzare un motore o un altro componente, magari per pulizia della linea.
Va denunciato all’INAIL?
Nel caso in cui il paranco nasce insieme al macchinario non c’è motivo di denunciarlo, poiché si utilizza per movimentare solamente dei pezzi di ricambi o altri specifici del macchinario.

Se invece il paranco è installato vicino alla macchina e può essere usato per movimentare altre attrezzature deve essere denunciato all’INAIL.

È importante che il datore di lavoro nella valutazione dei rischi calcoli l’usura del gancio, delle sicurezze e della catene con controlli trimestrali al macchinario.
Tutte queste cose dovranno essere scritte nel Manuale d’Istruzioni del costruttore, in quanto dovranno far parte della marcatura CE dell’insieme della macchina.

Il costruttore ha la responsabilità che si venda il paranco insieme alla macchina e di dire all’utilizzatore cosa fare per la manutenzione.
L’utilizzatore invece ha la responsabilità di effettuare i giusti controlli periodici e di controllare che all’interno del Manuale d’Uso e Manutenzione sia tutto riportato.

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