Contratto Fornitura Macchinario: tutto quello che devi sapere

Dopo un confronto con l’avvocato Silvia Zuanon, esperta in procedura civile, abbiamo deciso di produrre una serie di video per rispondere a diverse domande sul Contratto Fornitura Macchinario, dai quali è scaturito questo articolo.

Inoltre abbiamo realizzato degli altri video sui trucchi da usare con l’avvocato quando il cliente non paga, dai quali è nato un altro articolo.

CONTRATTO SUBFORNITURA: COME TUTELA IL FORNITORE?

Spesso quando si vendono macchinari a grandi multinazionali, queste forniscono un libretto pieno di specifiche in fase di ordine, tralasciando però la sicurezza.
Quando poi si deve procedere a pagare il saldo della macchina, queste usano la sicurezza come scusa per non pagare o per ritardare il pagamento.

Esiste in modo per tutelarsi, ma dipende da che tipo di contratto si è stipulato.
Se si realizza una macchina, o una parte di essa, che deve inserirsi all’interno dell’attività commerciale del committente, molto probabilmente si tratta di un Contratto di Subfornitura.
In questo caso ci sono tutele rilevanti ma spesso sconosciute al subfornitore, cioè colui che deve realizzare la macchina sulla base di un progetto o una specifica tecnica del committente.

È molto importante ricordarsi che le specifiche tecniche devono essere fornite dal committente.
Il subfornitore quindi non potrà essere individuato come responsabile se qualcosa dovesse mancare.
Il committente deve essere chiaro fin da subito su cosa vuole e su che prestazioni deve assicurare la macchina, anche dal punto di vista della sicurezza.

Ma come si fa ad essere sicuri che si tratti di un Contratto di Subfornitura?
È un contratto che viene definito dalla legge ma, come tutto il diritto, lascia un buon margine d’interpretazione.
Quindi a volte è Subfornitura, ma può anche essere un appalto di servizi o una compravendita di un impianto chiavi in mano.
Per avere la certezza matematica di che contratto si tratti bisogna rivolgersi ad un avvocato  che farà le giuste analisi.

SPECIFICHE MACCHINARIO: SE NON LE RISPETTI COSA SUCCEDE?

Spesso capita che un commerciale prometta alcune prestazioni di un macchinario, ma nel momento in cui la macchina viene venduta, installata e messa in funzione, l’utilizzatore si accorge che le promesse non sono state mantenute.
La realtà del macchinario venduto è diversa da quella raccontata.

Cosa fare in questa situazione?
Durante la fase di ordine è sempre meglio essere chiari, non soltanto verbalmente.
Basta uno scambio di mail o una conferma d’ordine in cui si specificano le caratteristiche che si aspettano dalla macchina.

Se la macchina deve avere delle prestazioni di un certo tipo all’interno di un determinato contesto, ad esempio in ambienti molto caldi o molto freddi, bisogna spiegare chiaramente dove il macchinario dovrà essere posizionato.
Chi la fornisce saprà quindi che la macchina dovrà avere delle determinate caratteristiche.

Se richieste delle caratteristiche essenziali, ma quando la macchina arriva si nota che non lavora bene perchè non le ha, la Norma afferma che si può chiedere la risoluzione del contratto.
È quindi possibile avere indietro i soldi e rispedire la macchina al fornitore, a condizione che si rispettino dei termini temporali.

Il primo termine è di 8 giorni da quando ci si rende conto della mancanza delle qualità richieste.
È necessario quindi scrivere subito una pec o un fax in cui si specifica la mancanza di una caratteristica stabilita.
Inoltre non deve passare più di un anno da quando la macchina è stata consegnata, non dalla sua messa in funzione.

È possibile anche chiedere i danni?
Se ci si aspettava di avere una macchina che producesse ma ha causato dei danni perchè ha bloccato la produzione, è possibile richiedere il risarcimento dei danni, dimostrando il danno provocato.

GARANZIA DEL B2B: COME FUNZIONA SUI MACCHINARI?

Spesso capita che le macchine nuove abbiano sempre qualche guasto.
Cosa fare per farla sistemare dal costruttore?

Presupponiamo che non ci sia nessun tipo di accordo, magari c’è un’offerta e un ordine senza condizioni contrattuali specifiche.

Se è già passato un anno dalla consegna del macchinario non si può fare niente.
Se invece nel momento in cui si scopre il difetto o il guasto ricorrente si è ancora dentro l’anno, bisogna subito comunicarlo al produttore per avere diritto a chiedere una riduzione del prezzo pagato.
Oppure, se la problematica determina un grave inadempimento dell’accordo stipulato, è possibile chiedere la risoluzione del contratto, mandando indietro la macchina e riprendendosi i soldi.

È possibile che nel contratto venga fatta un’estensione di garanzia.
Può capitare che nel contratto sia presente una Garanzia di Buon Funzionamento, dove il costruttore si impegna a garantire che la macchina funzioni adeguatamente per un certo periodo di tempo, normalmente superiore all’anno richiesto dalla legge.

In questo caso si parla di Accordo tra le Parti, anche il contenuto della garanzia è determinato da questo accordo.
In alcuni casi nel contenuto della garanzia è precisato che nel momento in cui la macchina viene manomessa per conto dell’acquirente, il Buon Funzionamento perde la sua valenza.
Ad esempio se hai fatto delle riparazioni con i tuoi tecnici, il costruttore non farà nessuna riparazione di garanzia.

Un’altra cosa importante da ricordare è che a differenza della Garanzia per Vizi, nella Garanzia di Buon Funzionamento si può richiedere la riparazione della macchina o la sua sostituzione, ma non si può risolvere il contratto.

Durante il primo anno dalla consegna del macchinario è possibile rimandare indietro la macchina e riprendersi i soldi, se è presente un vizio, mentre finito il primo anno bisogna vedere cosa c’è scritto sull’Accordo tra le Parti.
È importante fare questo tipo di accordo, sopratutto se si vuole una garanzia più tutelante rispetto a quella tradizionale data per legge.

SENZA CONTRATTO LE MAIL SONO VINCOLANTI?

Spesso si accettano incarichi tramite mail senza stipulare un contratto.
Ma cosa fare quando sorgono i primi problemi?
In quesi casi, anche se si è preso un incarico tramite mail, il contratto in verità c’è.
Ma molti non sanno che tipo di contratto hanno stipulato.

La prima cosa da fare, quando si sta vendendo un prodotto o un servizio, è capire che tipo di contratto viene concluso.
Ad esempio se è una vendita, un appalto di servizi, una prestazione d’opera, una subfornitura, ecc.
Ogni persona che vende dovrebbe sapere che tipo di contratto sta facendo, così da firmare con più consapevolezza.

Nel momento in cui si firma un contratto, implicitamente si assumono tutta una serie di responsabilità che non sono scritte nel preventivo, ma che sono previste dalla legge.
Ci sono delle Norme che affermano come qualificare un contratto in base alle sue caratteristiche.

Chiunque venda una prestazione vede sapere cosa vende e sotto quali categorie di contratto di codice di civile sta vendendo.
Altrimenti si rischia di non sapere quali responsabilità si hanno.

IL TERMINE DI CONSEGNA HA VALORE LEGALE?

Poniamo che il Termine di Consegna sia scritto nero su bianco, anche se spesso viene detto solamente tra le Parti, cosa succede se non si rispetta?
Se arriva il giorno del termine e niente è stato ancora consegnato, qualcuno potrebbe pensare di annullare il contratto chiedendo indietro i soldi, ma non è così semplice.
Il solo fatto di non aver rispettato un termine non consente automaticamente di risolvere un contratto.

Perchè il contratto possa essere risolto, quel Termine di Consegna deve essere qualificato come Essenziale.
Le Parti devono aver chiarito fin da subito nei loro accordi che oltre quella scadenza non c’è più interesse ad avere la prestazione.

Esiste l’esempio dell’abito da sposa per capire il Termine Essenziale.
Un Termine Essenziale è quello della sposa che deve comprare il vestito per il suo matrimonio.
Anche se non è scritto da nessuna parte, la sposa ha bisogno del vestito per il giorno del matrimonio.
Se arriva tardi ormai si è sposata.
In questo caso può essere risolto, chiedendo la restituzione del prezzo e mandando indietro il vestito.

Cosa succede invece nel caso di un ritardo di un paio di settimane dove non c’è un termine così essenziale?
Se il ritardo ha comunque recato un danno, si potrà diminuire il compenso.
In questo caso non deve esserci necessariamente un accordo sulle penali, bisogna però essere in grado di dimostrare che si è subito un danno.
Oppure è possibile ottenere un accordo in via extra giudiziale, si trova un accordo abbassando il compenso a causa del ritardo.

Se invece il ritardo è così grave da configurare un vero e proprio inadempimento, provando che c’è stata questa gravità si potrà anche risolvere il contratto.
Non basta solo il fatto che è decorso il termine, bisogna fornire una prova che c’è stato un grave inadempimento a causa del ritardo.

MAIL E CONTRATTO: QUAL È LA DIFFERENZA?

La gente è più propensa ad accordarsi per un lavoro solamente solamente tramite uno scambio di mail, piuttosto che fare un contratto.
Ma quali sono le cause?

Spesso quando si fa un contratto si parte subito a litigare, inoltre deve essere fatto da un avvocato e bisogna pagarlo.
Un altro ostacolo è la lunghezza del contratto, è spesso di molte pagine scritte con un carattere minuscolo, scoraggiando l’intera lettura con attenzione.
Infine con una mail l’ordine parte in un paio di giorni, mentre per il contratto i tempi sono più lunghi.
Occorre una settimana per avere il contratto e un’altra settimana per leggerlo e commentarlo.

Però spesso la prestazione che si offre è sempre la stessa, quindi il contratto si fa una volta sola e va letto e imparato solo una volta.
Ma se il cliente non accetta il contratto?
È sempre meglio che siano presenti clausole accettabili, con qualche alternativa.
Bisogna mandare un contratto trasparente.

Cosa cambia tra un contratto e una mail in cui si specifico tutto il necessario?
Con un contratto cambia che hai fatto una riflessione.
Nella mail fissi il prezzo, l’oggetto e la tempistica, ma non sai cosa ne sarà di te.
Con il contratto invece sai che succederà sempre qualcosa di prevedibile, conoscendo la tipologia di contratto stipulato.

Come fare per conoscere il contratto da stipulare?
Per avere una buona conoscenza del contratto è molto utile fare una formazione con un avvocato.
In questa formazione si imparano le clausole essenziali da verificare nel contratto, riducendo il rischio di fregature del 60%.
Nel momento in cui non sei tu a imporre il contratto, ma lo impone qualcun altro, dovresti avere una formazione per non essere impreparato.

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