Valutazione dei Rischi del Tuo Macchinario

Come si fa la valutazione del rischio di un macchinario?

Molti clienti ci contattano per ricevere chiarimenti in merito ad alcuni problemi pratici del tipo:

“Come posso fare la valutazione del rischio di un macchinario acquistato usato?”.

Sono davvero svariate le esigenze di valutazione del rischio. Spesso, poi, la richiesta fatta ha un valore economico davvero troppo basso per giustificare una nostra visita. Per queste ragioni ho deciso di pubblicare il seguente articolo in cui riassumo i principali criteri da seguire per effettuare una valutazione del rischio.

Il primo quesito da porsi è relativo alla collocazione del macchinario:

  • In che tipo di fabbrica si trova?
  • Che tipo di persone lo usano?
  • Ha un recipiente normale o a pressione?
  • È una quasi-macchina?

Tutta questa serie d’informazioni ti aiuteranno ad avere chiaro il quadro generale da cui partire per eseguire la valutazione del rischio.

Sulla base di queste informazioni è possibile individuare quali sono innanzittutto le direttive europee attinenti al macchinario in analisi.

In generale, quasi sempre si tratta di:

  • Direttive macchine;
  • Direttiva di compatibilità elettromagnetica;
  • In caso di recipienti a pressione potrebbe esserci la direttiva corrispettiva;
  • La direttiva ATEX, in caso di ambienti con solventi o materiali infiammabili.

Un’altra domanda molto frequente è relativa alla necessità o meno di un ente notificato.

Oppure, se esista una norma specifica che ti aiuta nello svolgimento del percorso o se sia necessario seguire una norma simile.

Questo è un passaggio fondamentale. A seconda della risposta cambia completamente la mole di lavoro da effettuare per completare la valutazione del rischio.

Arrivato a questo punto bisogna capire se si tratta di una macchina completa, dotata quindi di sistema di comando e di tutte le sue varie articolazioni, o se si tratta di una quasi-macchina.

Il quarto punto si riferisce ai limiti. I limiti servono a definire dove iniziano le responsabilità di un costruttore e dove iniziano quelle di un datore di lavoro:

  • Il carico e scarico è compreso o escluso dalla macchina?
  • L’utilizzatore della macchina è una persona formata e qualificata o è una persona qualsiasi?
  • L’utilizzatore opera utilizzando solo questa macchina o ne utilizza anche altre?

I limiti servono quindi a definire con chiarezza chi è responsabile di che cosa.

A questo punto dovresti essere in grado di sviluppare un elenco di pericoli sulla base delle informazioni che hai in possesso. I pericoli non vanno inventati. Ci sono delle apposite norme di carattere generale in cui si danno dei riferimenti più o meno precisi.

Ed è qui che si entra nel cuore della valutazione del rischio.

La valutazione del rischio è fondamentale che sia svolta davanti al macchinario. È imprescindibile l’osservazione di come le persone effettivamente utilizzino il macchinario. Occorre infatti osservare:

  • Il carico-scarico;
  • La manutenzione;
  • L’installazione;
  • Operazioni particolari.

In questa fase quindi occorre prendere in considerazione tutte queste informazioni per stilare una lista di potenziali pericoli nascosti nelle operazioni di tutti giorni, progettando poi dei dispositivi di protezione e delle metodologie di lavoro che consentano di ridurre la pericolosità del macchinario.

Fatto ciò è bene chiedersi:

“Questa progettazione che tende a ridurre/eliminare i potenziali pericoli individuati (considerando che un grado di rischio nullo è impossibile da raggiungere) è aggiornato alle più recenti norme regolatrici della materia?”

Devi quindi cercare quelle che vengono definite come “norme armonizzate”. Se trovi una norma armonizzata specifica sulla tua macchina o se ne trovi una più generica, ma che copre tutto ciò che ti riguarda, puoi utilizzare quella che viene definita come “Presunzione di conformità”.

La Presunzione di conformità non è altro che una conferma del fatto che tu abbia svolto un buon lavoro.

A questo punto occorre mettere su carta e dare quindi formalità alla valutazione del rischio effettuata seguendo per filo e per segno le norme.

La scheda di rischio è una scheda che ti consente di indicare sia quale sarebbe stato il grado di rischio associato al macchinario, in caso di suo utilizzo senza dispositivi di sicurezza e senza aver effettuato una valutazione del rischio, sia l’attuale grado di rischio a seguito della valutazione e dei dispositivi di sicurezza installati.

La scheda di rischio serve a proteggere sia il costruttore che l’utilizzatore in caso d’infortunio o di contestazione. La scheda di rischio serve a testimoniare che la valutazione del rischio è stata fatta e che ti sei preso cura del personale addetto all’utilizzo del macchinario.

Dev’essere scritta in modo chiaro e comprensibile. Chiunque la deve poter comprendere. Non utilizzare un linguaggio troppo tecnico e burocratico. Un esterno al nostro settore non conosce le norme tecniche.

In conclusione, per portare a termine il lavoro, è utile porti questa domanda:

         “Ho soddisfatto i RES (Requisisti essenziali di sicurezza)?”.

Per ogni direttiva, in generale nell’allegato 1, c’è un elenco di requisiti che vanno soddisfatti tassativamente!

A fine percorso è quindi utile verificare che tutti questi requisiti siano stati soddisfatti. Qualora avessi trascurato uno o più punti, riprendi la procedura dal punto che è necessario per poterli soddisfare.

Terminato questo ultimo controllo puoi finalmente marcare CE.

 

Sperando che queste nozioni ti siano di aiuto,

Ing. Claudio Delaini e Ing. Renato Delaini

 

 

 

 

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