Proteggersi Col Fascicolo Tecnico: Due Memo Che Sembrano Ovvietà

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PROTEGGERSI COL FASCICOLO TECNICO: DUE MEMO CHE SEMBRANO OVVIETÀ

 

Stavolta si parla di te, costruttore di estrusori. Sei esperto e con i tuoi collaboratori preparati ed esperti in ufficio tecnico, ti senti al sicuro. Le tue macchine vanno bene, e sono sostanzialmente sicure.

Non perdi tempo né lo fai perdere ai tuoi, per stare alle prese con mucchi di carta, con sempre nuove regole che sarebbero da rispettare e di cui non si viene mai a capo.

La tua impresa ha retto alla crisi, quindi vendi prodotti buoni.

Hai ragione, non è colpa tua se le “carte” non sono troppo curate. Ti comporti esattamente come tutti e devi stare attento, per non perdere mercato.

Lo sforzo maggiore si concentra sulle vendite, sulle nuove commesse e sui clienti da accontentare. E poi sul personale, che sempre va gestito con cura e non è mai abbastanza.

 

Ma ci sono fattori esterni all’azienda, a quello che tu puoi controllare, che possono recare danni economici importanti e non solo.

Per semplicità raccontiamo una storia vera, che ci fornisce lo spunto per capire che cosa sono i due MEMO.

Due cose da ricordare, sapere, che non aumentano i costi e sviano i rischi.

 

Abbiamo come protagonista un estrusore bivite, adattato per la produzione di un master batch, composto da polietilene ed un “espandente chimico”.

Purtroppo il dosatore dell’espandente, per un guasto, ne ha caricato in misura eccessiva.  Ecco perciò il blocco meccanico delle “viti” dell’estrusore. Che fare? Come sempre c’è l’”Ambrogino” di turno –sempre ne esiste uno nelle aziende- che ritiene che un aumento di temperatura dovrebbe permettere di sciogliere il materiale e sbloccare la macchina.

Invece questo colpo di genio genera un aumento pericoloso di pressione: che si libera nel momento in cui viene smontata la testa di estrusione.

Che botta: parti delle “viti” vengono lanciati nell’ambiente circostante come proiettili, uccidendo 2 lavoratori e ferendone un terzo.

Sei il costruttore: come spiegare ora alla ASL, ai carabinieri, che la macchina non era stata progettata per lavorare con espandenti chimici, ma solo polietilene e scivolanti e pertanto non aveva portelli di scarico per l’eventuale sovrapressione tali da sfogare in luogo sicuro.

Inoltre all’estrusore l’ “Ambrogino” aveva fatto una modifica presso la testa di estrusione aggiungendo un gruppo “granulatore” ed in questa modifica ha tolto  i controlli di temperatura e pressione

 

Ora si è capito: i due memo sono questi.

1.    Scrivere bene nel manuale i materiali per cui l’estrusore è progettato (destinazione d’uso)

2.    Avere foto e disegni di come era l’estrusore alla consegna (tanto i disegni li devi fare).

 

Costa di più? No di certo.

Ma bisogna essere consapevoli e preparati.

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