Documenti Certificazione CE: Sicurezza E Burocrazia Non Vanno D’accordo

SICUREZZA E BUROCRAZIA NON VANNO D’ACCORDO

Quasi sempre si parte da una esigenza giusta, su cui la schiacciante maggioranza è d’accordo, e si va a finire in un mucchio di carte diverse, che non garantiscono nulla e magari sono impossibili da applicare.

Quando dobbiamo lavorare per un costruttore siamo spesso in imbarazzo, perché lui non aspetterebbe mai da noi un atteggiamento drasticamente semplificatorio, pur nel rispetto essenziale delle norme.

Quando dobbiamo lavorare con un organismo notificato o peggio con un organismo di controllo tipo ASL, siamo sempre all’attacco: non ci arrendiamo mai nel dimostrare che quando c’è sostanzialmente buona progettazione e buona costruzione, certe carte si possono anche trascurare.

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Ad esempio recentemente ci è capitato di assistere un costruttore di recipienti in pressione per un servizio da fare per un suo cliente. Questi aveva regolarmente inviato a ISPESL (oggi INAIL) la raccomandata per la messa in servizio, nel 2004, ma ISPESL non era mai uscita.

Teoricamente questi recipienti avrebbero dovuto rimanere inutilizzati. In attesa dell’ISPESL. Ovviamente non è accaduto.

Poi, durante quest’anno, si è deciso di sollecitare l’INAIL ad uscire, anche sulla base di verbali ASL. Si è stati costretti a decidere.

Ed è venuta l’INAIL, ma… le carte non erano a posto.

Due apparecchi a pressione, identici, avevano delle differenze nella documentazione a suo tempo sottoposta all’allora ISPESL. Il primo aveva tutti i timbri, messi dal funzionario, al loro posto. Il secondo invece aveva certi timbri a posto, altri mancanti, per cui il dispositivo di chiusura del boccaporto non risultava omologato. Era citato nelle carte, come allegato, ma non timbrato.

Quindi un recipiente è stato regolarizzato, l’altro no. E questo cosa comporta? Che bisogna oggi certificare con la direttiva PED questo secondo, con tutte le difficoltà che si possono immaginare.

Solo un problema burocratico.

Davvero la burocrazia è nemica del lavoro fatto bene. E chi si addentra nell’avventura di essere perfettamente in regola rischia davvero di chiudere.

Anche perché, con i pochi controlli che ci sono, i concorrenti che adempiono a metà o meno di cose, spendono di meno e ti fanno concorrenza brutta.

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