Intervista del UPG e/o dell’asl ai lavoratori dopo un infortunio sul lavoro in fabbrica

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Se stai leggendo questa pagina vuol dire che probabilmente sei nei guai, è successo un incidente spero non mortale.
Noi come nostro solito cerchiamo di divulgare il più possibile competenze tecniche a tutti. Lo scopo è intuibile, più si sa, meno incidenti.

Questo post, questo articolo vuole descrivere cosa avviene dopo. Cosa succede in fabbrica dopo un morto… si ho usato la parola morto. Capita che qualcuno muoia lavorando, succede ancora e spero tutti i giorni di contribuire al contrasto di queste disgrazie.

Intervista tipica asl ai lavoratori colleghi del povero sfortunato:
relativi alla sicurezza:
quali dispositivi di protezione DPI le sono stati assegnati dall’azienda?
ci sono stati infortuni similari? e su quel macchinario specifico?
ha mai ricevuto formazione informazione relativa ai rischi presenti in azienda e alla sua mansione specifica?

relativi al modo di lavorare:
ha mai lavorato con lui?
da chi prende ordini?
chi dava ordini al suo collega?
lei sa chi è il datore di lavoro qui?

Questa intervista verrà poi scritta sui verbali e depositata. La risposta tipica dei lavoratori sarà “non ricordo”, ”non ero presente” e così via.
La paura è tanta e nessuno ha voglia di immischiarsi.

Per esperienza diretta nelle fabbriche italiane di tutte le dimensioni, la carta non è mai apposto.
Avete fatto i corsi? Il DVR ve lo ha scritto il solito consulente esterno che costava poco e non lo avete mai riletto? Il medico competente non ha mai fatto il giro con voi e partecipato alla valutazione?
Sono guai seri quando le risposte non sono quelle previste. Noi non facciamo terrorismo, non ci interessa.

 

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