QUANTI COLLEGHI SI CHIEDONO OGNI VOLTA: L’UNI: DIFFONDE o si DIFENDE? LE REGOLE DELL’UNI

Il mio parere è che si tratta di una situazione inaccettabile. Un RSPP, un consulente per la sicurezza, un Direttore, hanno bisogno spesso di controllare la situazione del suo macchinario, rispetto alla miglior tecnica, cioè rispetto alle Norme. E sarebbe “sano” che lo facessero spesso. Per questo esistono le Norme armonizzate. Evidentemente la conoscenza delle norme è fondamentale.

In ITALIA la cosa è affidata ad una associazione privata, non a scopo di lucro, riconosciuta dallo Stato italiano e dall’Unione europea, che si chiama UNI.

Le norme si devono acquistare, e fin qui è logico.
Ma una volta acquistate: c’è il Copyright!! si entra in un giro infernale di divieti e di blocchi. Vietato diffondere! Lo scarico e l’utilizzo del file PDF della Norma è una avventura. Blocchi di tutti i tipi e nessuna possibilità di condividere comodamente le norme tra colleghi per lavorare insieme.

Le norme poi costano in media 60-70 euro, ne servono ogni volta –a chi le vuole usare sul suo macchinario – anche una decina. E poi scadono ogni quattro-cinque anni e bisogna ricomprarle aggiornate (magari con pochi riferimenti scarsamente influenti).

Ci pareva impossibile, esagerato.

Abbiamo provato ad interpellare ufficialmente l’UNI e chiedere istruzioni.

Questo dopo uno scambio animato coi responsabili, perché non mi riusciva di scaricare una norma su un portatile ormai dedicato solo all’UNI (!!). Era diventato “vecchio” per il brillante software UNI. Dopo aver acquistato la norma in copia cartacea, abbiamo scritto.

Ed ecco le risposte ottenute:

“Preg.mo Sig. Delaini, (per l’UNI nemmeno più ing…) le norme e tutti i prodotti UNI sono tutelati dal diritto d’autore.

Gli unici dati delle norme riproducibili senza alcuna autorizzazione sono quelli disponibili nel ns. catalogo on-line cioè la data, il numero, il titolo e il sommario sempre riportando la fonte. Per tutti gli altri utilizzi, Le invio un modulo da compilare con tutte le informazioni necessarie per eseguire una valutazione. Cordiali saluti”

Allora insistiamo:

e scriviamo: grazie mille per la pronta risposta. Io ho guardato il modulo e non c’entro molto. Se devo citare il contenuto dentro una relazione tecnica destinata ad un Giudice per una CTP devo chiedervi il permesso?

Si certo, ci deve chiedere l’autorizzazione ed indicarci i riferimenti della causa, del Tribunale e cosa e di quale norma intende riprodurre.

Deve aver acquistato la norma

Altro esempio:

Se devo contestare i dispositivi di protezione di un macchinario ad un costruttore di macchine. Vi devo chiedere il permesso anche in quel caso?

come sopra

…Mi scuso se faccio domande semplici, ma preferirei capire.” Boh!!

Insomma le Norme danno la presunzione di conformità, rappresentano la miglior tecnica disponibile, ma sono coperte da Copyright.

Non sono obbligatorie, ma in tutti i procedimenti in cui mi sono trovato coinvolto, come CTP, gli UPG le citano a man bassa, quindi?

Ovviamente la legge si rispetta. E così i diritti di una associazione privata non a scopo di lucro.

Ma per chi fa il nostro lavoro è un costo importante. E magari si rischia di acquistare una Norma che non serve, se prima non la si può consultare.

Ma cosa dice il Regolamento europeo cui UNI si deve attenere? Eh….. leggi caro collega l’Art. 6

Accesso alle norme da parte delle PMI

1. Gli organismi di normazione nazionali incoraggiano e facilitano l’accesso delle PMI alle norme e ai processi di sviluppo delle stesse […]

a) […]

b) l[…]

c) la concessione di un accesso gratuito o di tariffe speciali per partecipare alle attività di normazione;

d) la concessione dell’accesso gratuito ai progetti di norme;

e) la messa a disposizione gratuita di estratti di norme sui rispettivi siti Internet;

f) l’applicazione di tariffe speciali per la fornitura di norme o l’offerta di pacchetti di norme a prezzo ridotto.

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