Macchina vecchia? Proteggiti!

Nel 1996 è entrata in vigore la famosa “direttiva macchine”. Prima del 1996 non esisteva la certificazione CE. Se una macchina antecedente al 1996 è marchiata CE c’è qualcosa che non va. Se trovi invece dei macchinari creati dopo il 1996 senza certificazione CE, anche qui stai attento perché c’è qualcosa che non va!

Molti macchinari sono tutt’ora in uso anche se antecedenti al 1996.

Quindi, per questi macchinari, che tipo di documentazione è richiesta?

È richiesta la “Dichiarazione di rispondenza”, cioè il documento che attesti che quella macchina risponde ai requisiti dell’allegato 5 della legge 81 del 2008. Volgarmente è anche chiamata testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.

La dichiarazione di rispondenza può essere creata dopo aver effettuato una perizia severata o anche con una semplice autocertificazione. Chi la firma però si assume la responsabilità di aver dichiarato che quella macchina è sicura e conforme ai requisiti di sicurezza attuali.

Oltre alla dichiarazione di rispondenza occorre avere anche una valutazione del rischio. La valutazione di rispondenza da sola non ha valore! La valutazione del rischio è composta da diverse schede in cui si evidenzia la gravità, la probabilità, l’evitabilità e la frequenza associati ad ogni determinato fattore di rischio.

Incrociando questi 4 parametri sia nel caso in cui le protezioni ci siano che nel caso in cui non ci siano, vai ad esaminare la differenza tra i 2 diversi coefficienti ottenuti.

Questo documento ha un valore e serve a tutelare te, i tuoi operatori e quindi la tua azienda.

Mi raccomando, sulla sicurezza nel tuo impianto, non scherzare.

Valuta sempre bene i rischi e non sottovalutare mai nessuna certificazione.

Alla prossima, Ing. Claudio Delaini e Ing. Renato Delaini.

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