Essere A Posto Con La Documentazione: Una Lotta Infinita

Fare il Direttore di stabilimento, il delegato per la sicurezza o l’RSPP cambia poco: per tutti rimane l’obbligo (e l’ossessione) di essere a posto con le carte.

D’altra parte solo con la documentazione a posto ci si può difendere da verbali, sanzioni, rogne infinite. Ma cosa vuol dire documentazione a posto, in pratica?

Il fatto

Ad esempio recentemente ci è capitato di assistere la Direzione di uno stabilimento che ha in uso vari recipienti in pressione. Roba di 5-10 anni fa, come installazione. Perfettamente sicuri e funzionanti, stando alla valutazione del rischio fatta, con tutti i crismi. E gli ultimi con molta documentazione, anche “CE”.

Ad esempio per uno di questi recipienti il Direttore aveva regolarmente inviato a ISPESL (oggi INAIL) la raccomandata per la messa in servizio, nel 2007, ma ISPESL non era mai uscita, nonostante i bollettini già regolarmente pagati e allegati alla richiesta.

Teoricamente questi recipienti avrebbero dovuto rimanere inutilizzati. In attesa dell’ISPESL. Ovviamente non è accaduto. Nessuno se lo aspetterebbe, tra chi ha del buon senso. Stiamo parlando di Direttive europee che partono da un principio giusto e condivisibile, ma che cessano di funzionare appena devono essere applicate e capitano nella mani dei nostri burocrati pubblici.

Poi è arrivata l’ASL: verbale con scadenza ravvicinata.

Allora subito si è proceduto a sollecitare l’INAIL ad uscire, anche sulla base di questi verbali ASL. Si è stati costretti a decidere.

Ed è venuta l’INAIL, il funzionario un po’ seccato, ma… (sorpresa) le carte non erano a posto. Incredibile: si tratta di costruttori e installatori che sono multinazionali famose. Chi pensa di andare a controllare?

Due apparecchi a pressione, identici, assolutamente identici, avevano delle differenze nella documentazione a suo tempo sottoposta all’allora ISPESL dal costruttore. Il primo aveva tutti i timbri, messi dal funzionario locale, al loro posto. Il secondo invece aveva certi timbri a posto, altri mancanti, per cui il dispositivo di chiusura del boccaporto non risultava omologato. Era citato nelle carte, come allegato, ma non timbrato. Burocrazia pura.

Quindi un recipiente è stato regolarizzato, l’altro no. E questo cosa comporta? Che bisogna oggi certificare con la direttiva PED questo secondo, con tutte le difficoltà che si possono immaginare.

Solo un problema burocratico.

Chiedendo ovviamente all’ASL di dare una consistente proroga.

Di chi è la colpa?

Lasciamo perdere per non arrabbiarsi.

Come fa il Direttore di stabilimento, o l’RSPP; a sapere ed accorgersi di queste cose, di questi particolari? E poi si tratta del 2007.

La vincono i concorrenti “furbi” , anche perché, con i pochi controlli che ci sono, i concorrenti che adempiono a metà o meno di cose, spendono di meno e ti fanno concorrenza brutta.

Il Direttore di Stabilimento ha altre priorità: la produttività, la qualità ed il servizio al cliente, la gestione delle risorse e del personale [ahi! Che tasto dolente], le ottimizzazioni, le scelte manutentive: questa della documentazione per la sicurezza delle macchine e degli impianti per lui è solo una rogna. Ma non si può eludere.

Cosa si può fare?

Per chiamare qualcuno –specialista- a controllare ci vuole un robusto budget, e soprattutto sapere cosa dare da controllare. Nel campo delle Direttive di prodotto (Direttiva macchine, PED, ATEx) c’è poca competenza ed esperienza in giro. Riguarda la sicurezza dei macchinari: quello che gli RSPP ed i Consulenti per la sicurezza non conoscono a fondo, perché sono specializzati in altri argomenti: Certificato Prevenzione Incendi, Classificazione Aree, Movimentazione dei carichi, Formazione, Verifiche periodiche attrezzature e impianti elettrici, rischio chimico, e così via.

Ecco il metodo

Siccome ci capita spesso di affrontare problemi simili, abbiamo messo a punto un metodo, di cui puoi approfittare in modo semplice e rapido. Senza dover studiare norme e direttive.

Forti di queste esperienze, tutte diverse ma tutte uguali, abbiamo insomma pensato di mettere a disposizione questo nostro metodo. Il nostro Metodo, controllato garantito e sperimentato, da più di dieci anni. Ripetiamo quello che secondo noi lo caratterizza, in breve: “Noi conosciamo storie, non vendiamo regole. Quello che facciamo non si legge sui libri.”

Ci siamo decisi a metterlo a disposizione qualche tempo fa, dopo che lo usiamo da oltre dieci anni. Perché non si può chiedere ai nostri clienti di spendere 4.770 euro per ogni macchina, per farci fare tutto il lavoro, macchina per macchina. Ne esce una cifra consistente e per molti non sopportabile.

Anche se in verità abbiamo avuto chi l’ha fatto: clienti che hanno speso fino a 60mila euro in tre anni, coi nostri fascicoli tecnici, costituiti macchina per macchina.

Allora abbiamo pensato che questo metodo poteva essere messo a disposizione, l’abbiamo sperimentato collaudato controllato. Richiede uno sforzo concentrato di attenzione da parte tua, ma contiene anche un contatto diretto con noi. Pensato proprio perché sia adatto a te, Direttore, delegato per la sicurezza, o RSPP.

Non è un metodo per tutte le situazioni e per tutte le figure professionali:

  • Non è adatto per il costruttore, per il fabbricante di macchinari,
  • Non è adatto per il distributore, per il rivenditore di macchine usate,
  • Non è adatto per chi è un fornitore esterno dell’azienda.

Andiamo sul pratico. Noi conosciamo storie, non vendiamo regole. Quello che facciamo non si legge sui libri.

 

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