L’azienda può , una volta che una società esterna ha adeguato i suoi macchinari, certificarseli autonomamente?

nel preventivo è scritta questa dicitura, va bene?

“l’eventuale necessita di marcare CE una macchina od un insieme di produzione integrato verrà risolto e concluso con la firma diretta ed esclusiva dello stesso committente. Qualora si decidesse di delegare anche questa fase  si farà presente una quotazione a parte ed integrativa dell’offerta.”

L’azienda  può , una volta che una società esterna ha adeguato i suoi macchinari,  certificarseli autonomamente?

Certamente che si può:

ma non è detto che si possa fare in questi modi “spicci”.

Bisogna porre attenzione al conflitto di interessi da parte dell’azienda che fa l’offerta.

Bisogna evitare queste “bufale” che girano, in un mercato che per certi versi è proprio anarchico.

Il Direttore di stabilimento è davvero a rischio! se non sta attento.

Questo tipo di aziende (la società esterna)  noi le chiamiamo “impiantisti”: sono molto competenti dal punto di vista tecnico, ma molto meno da quello “pratico” relativo alla marcatura CE.

Loro propongono in generale un intervento di adeguamento e modifica “standard”, perché nelle macchine utensili classiche ciò è possibile. ma va dimostrato ogni volta, caso per caso.

Il Direttore dell’azienda che usa queste macchine finalmente si vuole mettere a posto, vuole dormire tranquillo. E chiama questi impiantisti, che si limitano ad integrare quello che trovano, come dispositivi di sicurezza, con quello che risulta mancare.

E loro a magazzino hanno già le protezioni “standard” da applicare. Sempre quelle. Il Direttore pensa “sono abituati, sono a posto… devo solo trattare il prezzo…”

Ma:

  • per essere a posto il Direttore deve poter mostrare una valutazione dei rischi completa, che copra tutto! con data certa!
  • deve avere una documentazione (meglio se fotografica) che mostri la situazione prima (e rischio misurato valutato come inaccettabile) e dopo (che mostri il rischio valutato residuo come accettabile).
  • solo questo lo protegge in caso di guai, di fronte ad una indagine da parte dell’UPG. E dimostra che lo ha fatto prima che il guaio capiti.

Quindi l’azienda impiantistica deve necessariamente comprendere questo lavoro di valutazione nella sua offerta, altrimenti il Direttore non ha nulla che dimostri che il lavoro è stato eseguito a Regola d’Arte.

E se questa azienda fa questo lavoro necessariamente può marcare CE direttamente il macchinario, senza alcun costo aggiuntivo.

Ora i casi sono due:

1-Se questa azienda impiantistica accetta di marcare CE il macchinario, con un banale aumento di prezzo, senza aver fatto questo passaggio evidente di valutazione del rischio, compie una operazione scorretta, perché illude il Direttore. Lo costringe a fidarsi senza avere nessuna evidenza oggettiva che il lavoro sia effettivamente completo. E la responsabilità rimane comunque al Direttore.

2- Se invece questa azienda impiantistica dice al Direttore che ci può pensare lui a marcare CE, e che così risparmia, compie ancora una operazione scorretta: perché il Direttore marca CE senza avere il fascicolo tecnico corrispondente, obbligatorio prima di marcare CE.

Insomma è tutta un bufala!

Dove sta il conflitto di interessi:

che l’azienda impiantistica cerca di vendere comunque, al prezzo che riesce a strappare. Senza poter dimostrare che ha fatto tutto quello che è necessario. Spinge il Direttore a fidarsi, a fargli credere che lui è a posto e che loro garantiscono al posto suo.

Quindi questi impiantisti, nel sistemare, cercano il loro esclusivo interesse, e non possono fare diversamente, per tenere basso il prezzo.

Invece spieghiamo cosa deve fare il Direttore per proteggersi davvero:

il Direttore prima chiede a chi è specializzato una valutazione completa dei rischi, secondo la EN 12100, e vede cosa bisogna fare. Ricava un elenco di misure e dispositivi da installare.

A quel punto può decidere:

  • se questi interventi sono banali, normali, standard, e si trova tutto già pronto sul mercato, li commissiona alla sua manutenzione meccanica ed elettrica (e risparmia un botto)
  • se questi interventi sono più complessi, meno ovvi, può chiedere più offerte a più impiantisti, e scegliere.
  • quindi -solo dopo questi passaggi- può lui marcare CE, sulla base della valutazione dei rischi fatta, integrandola con le foto delle protezioni aggiunte che coprono tutto (ed a data certa)
  • per essere più tranquillo, ma non è necessario, può chiedere a chi gli ha fatto la valutazione dei rischi della situazione “prima”, che gli faccia la nuova valutazione della situazione “dopo”.

Per marcare CE bisogna poter dimostrare che sono stati soddisfatti tutti i requisiti di sicurezza previsti dalla Direttiva macchine, e questo con una valutazione dei rischi completa.

Questo vale sia per l’azienda impiantistica esterna, sia per il Direttore che usa la sua manutenzione… e fa bene!

Insomma: OCCHIO ALLE BUFALE!

ps
ci sono nostri concorrenti che fanno le certificazioni a distanza senza vedere il macchinario e il reale utilizzo.

Noi non lo facciamo, crediamo che vedere il macchinario in uso e parlare con gli operatori sia di fondamentale importanza per valutare il rischio reale. Per noi le carte non sono solo estetiche… Noi ci crediamo in quello che facciamo

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