EN 12100, Direttiva Macchine e Macchina per il Caffè

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EN 12100, DIRETTIVA MACCHINE E MACCHINA PER IL CAFFE’

 

In pratica rispondere ai Requisiti essenziali della Direttiva Macchine, se lo si fa applicandosi con metodo e seguendo le norme armonizzate che la accompagnano, può essere anche un mezzo per migliorare il proprio sistema produttivo e di qualità. Se da esempio si seguono le norme “12100” e “14121”, per valutare situazioni – attività – rischi e misure di sicurezza applicate, sicuramente si mettono in discussione modi di lavorare superati o inefficienti e si è costretti a riesaminare un po’ tutto.

Questo vale a nostro parere sia per chi importa sia per chi produce.

Nel caso della macchina per caffè ci si trova davanti a molteplici problemi:

·       garantire la sicurezza dell’utilizzatore, che può essere anche uno sprovveduto o distratto, che non deve scottarsi o entrare in contatto con la corrente elettrica.

·       Garantire l’igienicità dei materiali utilizzati nell’assemblare la macchina: né i metalli né la plastica devono rilasciare sostanze proibite come cromo o ammine.

·       Inoltre i componenti elettrici acquistati e quelli di sicurezza devono essere certificati correttamente, altrimenti non si ha la certezza che la macchina assemblata sia sicura.

·       Inoltre bisogna fare attenzione alle nuove direttive sull’efficienza energetica (l’etichetta colorata che si vede già su tutti gli elettrodomestici)

L’esperienza insegna che in tutti e due i casi, sia che si importi sia che si produca in proprio, è molto complicato avere tutte le carte in regola. La maggioranza dei produttori extraUE si basano sul prezzo di quello che vendono, piuttosto che sulla conformità, e sono riluttanti a fornire subito tutta la documentazione – che pure già hanno di solito – ma che richiede lavoro impiegatizio aggiuntivo.
I produttori di componenti – anche italiani – badano molto in generale alla concretezza del prodotto e non si curano, molto spesso, delle regole e delle normative. È arduo quindi mettere insieme tutto quello che serve.
Si tratta di un percorso che tutti stiamo facendo e di cui s’intravedono esiti positivi sulla base del meccanismo “a cascata”: per non rischiare – rischiare il meno possibile – chi compra una macchina chiede tutta la documentazione necessaria e dispone magari di un RSPP esigente e scrupoloso. Quindi il fornitore della macchina è costretto a sua volta a chiedere tutta la documentazione a chi gli fornisce la macchina, i materiali, i componenti. E così via. Gradualmente la filiera si adegua e migliora.

 

Come marcare CE allora una Macchina per il caffè?

·       Non serve l’ente notificato per marcare e per la dichiarazione di conformità

·       Non sono necessari strettamente nemmeno test report eseguiti da laboratori notificati, basta ottenere le certificazioni relative dai vari fornitori dei componenti elettrici e e della pompa

·       Meglio però – prima di ritenere completo il lavoro – leggere con attenzione la norma EN 12100.

 

COSA CONTIENE LA EN 12100 ?

Da leggere realmente sono una cinquantina di pagine, oggi anche in versione biligue (italiano inglese).

Dopo le solite introduzioni con le definizioni e i termini usati, inizia a spiegare come eseguire una corretta valutazione dei rischi (tutto il capitolo 5). A partire dalla definizione dei limiti della macchina in questione, fino all’elenco dei pericoli identificati, e alla stima dei rischi che comportano.

Nel capitolo successivo tratta invece sulla strategia per ridurre questi rischi a livello accettabile, suggerendo varie misure e considerazioni e facendo ovvio riferimento ad altre norme specifiche relative a rischi particolari da eliminare.

Negli allegati, da non trascurare, si possono trovare schemi ed esempi di rischi, classificati come meccanici, chimici, fisici, ergonomici, eccetera.

Poter dichiarare che la macchina del caffè che si vuol commercializzare è sicura perché i rischi sono stati valutati con questa norma armonizzata dà la presunzione di conformità alla direttiva.

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