Verbale Risarcimento INAIL per Infortunio – Arriva anche senza Condanna Penale

Sempre più spesso mi capita di vedere o sentire domande riguardo a Verbali INAIL che chiedono i soldi indietro relativi a infortuni sul lavoro. Siano essi in itinere o in fabbrica.

Premetto che io non sono avvocato, quindi mi perdonerete le imperfezioni.
Ma trovandomi davanti ad un problema ho cercato il perché. Adesso voglio solo divulgare quello che ho scoperto.

Copio un pezzo di una domanda arrivata: “Nella comunicazione di infortunio a inail è riportato inequivocabilmente che l’operatore ha subíto l’infortunio a causa di una operazione non conforme e non prevista dalle procedure, inoltre ha bypassato le sicurezze del macchinario.”

Se cerchi su internet Rivalsa Inail trovi  decine di articoli sull’argomento.

Come mai succede?
Il primo comma dell’articolo 10 del DPR numero 1124 del 1965, (Testo Unico per l’assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali), afferma che

“l’assicurazione esonera il datore di lavoro dalla responsabilità civile per gli infortuni sul lavoro” ma lo stesso articolo 10 precisa che “nonostante l’assicurazione, resta la responsabilità civile a carico di coloro che abbiano riportato condanna penale per il fatto dal quale l’infortunio è derivato”.

Di fatto, l’INAIL chiede indietro i soldi spesi per l’infortunato. Chiede non solo quanto dato direttamente alla vittima, ma anche tutte le altre spese sostenute.

Gli incidenti che incontriamo noi sono sempre relativi ai macchinari.
Ricordiamo che tutti i macchinari presenti (ai sensi dell’art. 28 e 29 del dlgs 81/08 s.m.e.i) devono avere una attenta analisi e valutazione dei rischi, possibilmente basata su elementi consolidati e di indiscussa validità in termini oggettivi, in modo da stimare il rischio ed attuare le relative misure di prevenzione e protezione in modo che risultino compatibili con la completa sicurezza della macchina stessa rispetto all’utilizzo che viene fatto nell’ambiente di lavoro.

La corte di Cassazione Civile (Sez. Lav., 04 febbraio 2013, n. 2512) ha stabilito che le assicurazioni hanno diritto a rivalersi sul Datore di Lavoro in caso di violazioni di natura penale. Non rispettare la normativa vigente sulla sicurezza del lavoro espone a richieste di risarcimento da parte dell’infortunato e della famiglia dello stesso; richieste di importi notevoli che minano la solidità economica aziendale e personale.

I datori di lavoro sono convinti, sbagliando del tutto, che in questi casi si è garantiti economicamente dall’Inail e/o dalla propria assicurazione ove sottoscritta. I preposti non hanno idea che non facendo rispettare le norme sulla sicurezza del lavoro possono essere corresponsabili dell’infortunio, e quindi essere chiamati a risarcire.

Per quel che riguarda le assicurazioni private, quest’ultime non riconoscono in nessun caso risarcimenti se l’assicurato commette una o più violazioni di natura penale; nel caso dei mancati adempimenti del decreto 81 del 2008 siamo in questa casistica e quindi il risarcimento è ad intero carico del datore di lavoro e di tutti i soggetti responsabili o corresponsabili dell’infortunio.

Di fatto, se qualcuno si fa male lavorando qualcosa è andato storto.
Bisogna capire come si è fatto male (nesso causale) e per colpa di chi. Bisogna individuare chi aveva il compito di evitare quel comportamento (posizione di garanzia). Possono essere più persone o una persona sola.

Non sempre l’inali aspetta che si concluda il processo penale. Può capitare che si faccia viva prima.

Ecco una sentenza che chiarisce come mai può farlo
Corte di Cassazione sentenza numero 20724 del 10 settembre 2013. “la speciale azione di regresso spettante all’Inail come da articoli 10 e 11 DPR numero 1124 del 1965, esperibile non solo nei confronti del datore di lavoro ma anche verso i soggetti responsabili o corresponsabili dell’infortunio a causa della condotta da essi tenuta, non comporta che il preventivo accertamento giudiziale del fatto stesso debba necessariamente avvenire in sede penale, potendo essere effettuato anche in sede civile.

Quindi?
valuta la tua situazione con avvocati specializzati ed un buon tecnico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Se sui macchinari, meglio se specifico.

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